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Anidride solforosa scomparsa, Marsili: "Dati inaffidabili"

Anidride solforosa scomparsa, Marsili: "Dati inaffidabili"

Il presidente del Consorzio dell'Osservatorio Ambientale interviene dopo la lettera denuncia dei sindaci di Tarquinia, Tolfa, Allumiere, Santa Marinella e Monte Romano preoccupati dal crollo anomalo di So2 dalle rilevazioni delle centraline della rete della qualità dell'aria, affidate da maggio scorso ad Arpa Lazio - VIDEO

CIVITAVECCHIA – Un abbattimento anomalo. Una scomparsa che invece di tranquillizzare, preoccupa e fa sorgere molti dubbi. Perché è quanto meno improbabile che l’anidride solforosa sia sparita da questo territorio in poco meno di un anno, nonostante sia l’agente inquinante caratteristico, di fatto, della combustione del carbone e dell’emissione di fumi delle navi. Tanto che la situazione è stata denunciata ieri dai sindaci di Tolfa, Allumiere, Tarquinia, Santa Marinella e Monte Romano, che hanno puntato il dito anche contro l’amministrazione di Civitavecchia a Cinque Stelle.

L’anomalia è emersa da un controllo dei dati di Arpa Lazio – a cui il Pincio ha passato la gestione delle centraline una volta uscito dal Consorzio dell’Osservatorio Ambientale – proprio da parte dell’osservatorio locale, criticato dal M5S. In tutte le 14 centraline della rete ex Enel si è verificato questo crollo. Fino al 2009, con la gestione affidata ad Enel, la rete monitorava circa 10 microgrammi a metro cubo. Dal 2010, con la gestione passata al Consorzio e con l’entrata in vigore della direttiva che ha abbassato il tenore di zolfo per le navi, il livello è sceso a 6/7 mg a mc, mantenuto praticamente fino al 2015. Da maggio 2016, invece, da quando cioè le centraline sono passate ad Arpa Lazio, il valore è sceso ad un microgrammo per metro cubo.

“Ce ne siamo accorti osservando, come possono fare tutti i cittadini – ha spiegato il presidente del Consorzio Giovanni Marsili – i dati elaborati e pubblicati dall’Arpa. Dati inaffidabili, anche perché le concentrazioni degli altri inquinanti erano le stesse. Ma l’anidride solforosa no, scomparsa. È come se non ci fossero più la centrale o il porto su questo territorio”. Il Consorzio ha quindi proceduto prima a confrontare i dati degli ultimi dieci anni. Poi ha preso in esami i risultati dei rilievi di So2 effettuati da una centralina mobile all’interno del porto, confrontandoli con quelli della centralina più vicina, ossia quella di Fiumaretta. La prima aveva registrato 5 mg a mc, l’altra 1 mg a mc. Infine ha preso in esame i dati di una città come Livorno, con clima simile a Civitavecchia e con la presenza di un porto e di una raffineria, per confrontarli con quelli del territorio. Anche in questo caso, Livorno faceva registrare 5/6 mg a mc a fronte sempre dell’unico mg locale. I tecnici, alla fine, hanno preso in esame anche Firenze, ma anche in questo caso la concentrazione di SO2 era superiore, pari a 3 mg a metro cubo. “Questo ci ha fatto dubitare della correttezza dei dati  rilevati – ha aggiunto Marsili – le centraline per i primi dieci giorni hanno registrato le stesse concentrazioni di sempre, poi c’è stato questo crollo, su tutta la rete. Dal punto di vista sanitario, come ho già spiegato ai Sindaci che me lo hanno chiesto, non c’è problema, perché già i 5/6 mg a mc erano sotto la soglia di allarme. Ma rimane da capire cosa sia accaduto dal punto di vista dei controlli. Questi dai non sono realistici”.

Se questo crollo si è verificato già a fine maggio, su tutte le 14 centraline, perché Arpa Lazio non lo ha segnalato? È stato eseguito il corretto protocollo, suddiviso in tre fasi, per la validazione dei dati? Anche alla luce della presa di posizione da parte dell’amministrazione grillina sulla correttezza e sulla gestione delle centraline, oggi più che mai sembra necessaria una risposta chiara per dirimere tutti i dubbi.

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