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Denunciato un sedicenne intercettato dalla Polizia locale con un ciclomotore rubato

Denunciato un sedicenne intercettato dalla Polizia locale con un ciclomotore rubato

Dovrà rispondere presso il tribunale dei minori di Roma del reato di ricettazione

di TONI MORETTI

CERVETERI – Giovedì scorso, è stato fermato per un normale controllo dalla Polizia locale un sedicenne di Cerveteri a bordo di un ciclomotore nei pressi della scuola Montessori. Da una rapida verifica sul mezzo viene alla luce che risulta rubato a Civitavecchia e per tanto il ragazzo viene denunciato per ricettazione presso il tribunale dei minori di Roma. 
E’ comprensibile da parte di un  ragazzo minorenne che si trova di fronte ad una situazione del genere magari affrontata con leggerezza, un turbamento emotivo che lo porti a trovare giustificazioni di ogni tipo per un atto che giustificazioni non ne ha. Si potrebbe pretendere da parte di un ragazzo minorenne che comunque a sedici anni possa avere la maturità e possa avere acquisito l’onestà intellettuale per ammettere una colpa ed in piena coscienza accettarne la responsabilità, ciò dovrebbe accadere.  Se tanto non avviene, si potrebbe scivolare nel luogo comune di dare la responsabilità al fatto che ormai si vive in una società starata, incapace di inculcare nelle giovani leve i valori tradizionali del rispetto, un po’ per la distrazione e la mancanza di tempo dei genitori affannati nella rincorsa del vivere quotidiano, sempre più difficile, e un po’ per una forma di egoismo indotto che ha portato ad affidare i ragazzi a dei tutors molto spesso virtuali, senza limiti di spazio che possano disegnare i confini comportamentali, anzi che forniscono esempi e astuzie mai ispirati alla correzione ma alla tolleranza di esempi che trovano sempre più riscontro nei comportamenti anche degli adulti che trovano ormai sempre più rifugio e giustificazioni nella necessità di dover applicare l’arte di arrangiarsi   Sta di fatto, che il ragazzo in questione si giustifica dicendo che avrebbe dovuto raggiungere una sua sorella a S. Marinella e una volta appurato che questa improbabile sorella era una ragazza maggiorenne , sua “fidanzata”, via giù una storia articolata e incantatrice che mette in mezzo un po’ tutto, anche la famiglia. Una storia al vaglio di chi di competenza, che se dovesse rivelarsi non veritiera sarebbe un capolavoro di spregiudicata creatività. Forse a quel ragazzo nessuno ha detto che bastava dire semplicemente: “Scusate, ho sbagliato”, perché anche se fosse vero tutto quello che ha detto e le persone che ha coinvolto venisse accertato che hanno delle responsabilità, comunque non si gira con un motorino rubato. 

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