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Arrestata dai Carabinieri la donna che ha incendiato la roulotte

Arrestata dai Carabinieri la donna che ha incendiato la roulotte

Paura presso l’area della Comunità Sant’Egidio: una donna litiga col compagno e appicca il fuoco. Le fiamme fanno scoppiare una bombola di gpl contenuta all’interno, poteva essere una strage. Sul posto Vigili del fuoco, Carabinieri e Polizia. La 45enne C.T. ai militari dell’Arma guidati dal tenente Lacatena: «Sono stata io, voglio tornare in Sardegna»  - VIDEO1 - VIDEO2

CIVITAVECCHIA – Poteva essere una strage e solo per un caso fortuito l’esplosione avvertita in città oggi pomeriggio poco dopo le 14 si è conclusa con due persone lievemente ferite. Un boato fortissimo, tanto fumo visibile anche dal centro cittadino, Vigili del fuoco, forze dell’ordine e ambulanze a sirene spiegate verso la fine del parcheggio del Bricchetto, proprio dove sono alloggiate le roulotte della Comunità Sant’Egidio.

Una scena apocalittica: una roulotte completamente carbonizzata, un’altra avvolta dalle fiamme, due persone – un uomo e una donna – sul piazzale impegnate in una discussione animata. È toccato ai Carabinieri del nucleo radiomobile e ai poliziotti del commissariato ricondurre i litiganti alla ragione, proprio mentre i pompieri della caserma Bonifazi cercavano in tutti i modi di spegnere l’incendio. Proprio il confronto acceso tra i due ospiti della Comunità Sant’Egidio ha fatto emergere chiaramente un quadro allarmate: a dare fuoco alla roulotte e di conseguenza a causare la violenta esplosione, sarebbe stata la donna sarda di 45 anni presente sul posto, al termine dell’ennesimo litigio con il compagno, suo conterraneo di 34 anni. Ovviamente tutto è ancora da verificare, con i Vigili del fuoco che hanno acquisito ogni elemento utile alla ricostruzione della dinamica. Un incendio doloso quindi, appiccato in un contesto sociale difficile, più volte messo in evidenza e mai adeguatamente affrontato dalle istituzioni.

 

Pochi i passi avanti che il Comune e la Asl hanno fatto in questi mesi, in molti casi si è trattato della regolarizzazione di semplici aspetti formali, di sicuro non di interventi strutturali in grado di migliorare la condizione di vita delle persone indigenti ospitate nelle roulotte della Comunità Sant’Egidio. Per fare le cose in regola quell’area, a ridosso del parcheggio, ora si chiama ‘‘via della Casa Comunale’’ e in questo modo anche il postino può raggiungere il domicilio delle persone che vi dimorano. Ma l’aspetto della sicurezza qualcuno lo ha considerato? Gli occupanti delle roulotte non sono semplici bisognosi. In molti casi vengono da contesti sociali difficili, hanno un passato burrascoso, non sono inclini alla tolleranza reciproca.

Ne sanno qualcosa le forze dell’ordine, costrette spesso ad intervenire soprattutto di notte per riportare la calma al termine di discussioni che nascono quasi sempre da futili motivi. Ma si fa sempre finta di nulla, si chiude un occhio per quieto vivere, si manda il mondo in pace per garantire a tutti un tetto e un pasto caldo. ‘‘Fino a quando non ci scappa il morto’’, è la frase che utilizzano i prudenti all’atto di consigliare gli avventanti, questa volta il morto – o forse più di uno –  non c’è stato solo per un caso.

«Sono stata io, voglio tornare in Sardegna» continuava a gridare la 45enne di fronte agli operatori del 118 che sul piazzale del Bricchetto tentavano di medicarla per delle ustioni riportate su un braccio e su una gamba, imprecando con decisione all’indirizzo del 34enne che intanto i Carabinieri avevano fatto salire nella loro auto nel tentativo di contenerlo.

Anche la vicesindaco Daniela Lucernoni e il dirigente comunale Giglio Marrani, insieme ai vertici della Comunità Sant’Egidio si sono portati sul posto per valutare la situazione e mettere in campo opportuni accorgimenti nel tentativo di evitare altri episodi di questo tipo. Un supporto ai colleghi lo hanno dato anche gli agenti della Polfer, intervenuti dal vicino posto di polizia. Appare chiaro che l’intera faccenda della gestione dell’emergenza abitativa per persone indigenti vada rivista a 360 gradi.

 

A quanto pare la donna nel pomeriggio  avrebbe dato fuoco alla roulotte numero 4,all’interno della quale si trovava una bombola di gpl che è immediatamente esplosa. L’uomo e la donna in quel momento si trovavano all’esterno e hanno potuto assistere al propagarsi delle fiamme che in pochi istanti hanno avvolto anche una seconda roulotte parcheggiata di fianco e adibita ad ufficio mobile. Al suo arrivo il tenente dei Carabinieri Roberto Lacatena ha subito inquadrato la situazione, provvedendo a scattare foto e ad ascoltare diverse volte la versione della donna sarda.

La 45enne, dopo essere stata medicata e trasportata all’ospedale San Paolo per ulteriori controlli è stata condotta presso gli uffici di via Antonio da Sangallo. Al termine dell’interrogatorio, di fronte a una confessione piena e a prove schiaccianti, i Carabinieri del Norm hanno arrestato la 45enne C.T con l’accusa di incendio doloso e danneggiamento.

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