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Crisi edilizia, Marietta Tidei: "Dopo 3 anni siamo all'anno zero. Le parole di Ceccarelli lasciano basiti"

Crisi edilizia, Marietta Tidei: "Dopo 3 anni siamo all'anno zero. Le parole di Ceccarelli lasciano basiti"

Intanto, i sindacati di categoria vogliono un tavolo con l'assessore all'Urbanistica VIDEO1 VIDEO2

CIVITAVECCHIA – “Un tavolo specifico sull’edilizia con le parti sociali del settore per dare corso ad un confronto reale su un insieme di proposte concrete d’intervento sul territorio, alle quali lavoriamo da lungo tempo, nel comune intendimento di rilancio dell’economia cittadina”. È la richiesta avanzata all’assessore all’Urbanistica Alessandro Caccarelli da parte della Feneal Uil di Roma. Perché la crisi e lo stallo dell’edilizia sul territorio, denunciato e segnalato da professionisti e semplici cittadini, preoccupa e non poco, soprattutto perché invece potrebbe rappresentare una valvola di sfogo importante per far ripartire l’economia tutta. E questo lo sa bene anche lo stesso assessore che, nel corso di un’intervista a Trcgiornale, ha ribadito la necessità di smuovere la situazione, ma avendo ben chiaro che tipo di sviluppo e vocazione vuole avere Civitavecchia. “Bisogna capire dove vogliamo andare – ha spiegato Ceccarelli – vuole essere una città turistica? Vuole essere industriale? Si deve capire bene”. Una razionalizzazione iniziale del settore, a detta dell’assessore, è stata svolta dal suo predecessore Massimo Pantanelli, “che mi ha lasciato – ha aggiunto – una quantità indescrivibile di attività che aveva fatto  per poter capire che cosa c’era da fare, quali erano le opportunità e quali le problematiche. Se io guardo il panorama delle case da vendere e di quelle sfitte direi che questa necessità impellente di far qualcosa a livello di costruzione di abitazioni e palazzi per uffici non la vedo. Costruire delle cose vuote non conviene a nessuno”.

Ma nessuno si vuole soffermare esclusivamente su questo aspetto, come ribadito dalla Feneal Uil. “Il rilancio dell’edilizia, un settore fondamentale per far uscire Civitavecchia dalla crisi – hanno infatti sottolineato dal sindacato – non coincide affatto con la costruzione di ulteriori case e di uffici destinati a rimanere sfitti. Il rilancio del settore non passa infatti dalla cementificazione, bensì dalla riqualificazione del patrimonio esistente e dalla messa in sicurezza del territorio mediante l’impego di tecniche innovative e di avanguardia per le quali è fondamentale la formazione delle maestranze. Non basta un badile per improvvisarsi edili”.

Sulla vicenda è intervenuta anche la parlamentare del Pd Marietta Tidei che si è detta basita nel leggere le dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica “che nelle sue considerazioni sullo stato dell’edilizia a Civitavecchia si rende conto, dopo tre anni di amministrazione 5 Stelle, che è giunto il momento di fare qualcosa. Alla luce delle sue esternazioni – ha sottolineato parlando di inconcludenza e incapacità di avere una visione lungimirante e strategica su un settore così fondamentale – ci chiediamo se si possa ancora parlare di un progetto per il Polo termale o per l’area Italcementi oppure no e lo stesso interrogativo si pone per molti altri progetti dato che in tre anni le autorizzazioni a costruire rilasciate dalla giunta Cozzolino si contano sulle dita di una mano. Civitavecchia non ha bisogno di ragionamenti fumosi o di intenzioni che tra l’altro arrivano tardissimo: ha bisogno di un’amministrazione capace di dare una direzione, di dare sostegno alle energie di una città che è ogni giorno sempre più spenta. Le grida di aiuto che arrivano dai professionisti, dai sindacati e dalle associazioni – ha concluso Tidei – dovrebbero essere raccolte e non ce la si può cavare con un generico “c’è da fare qualcosa”. Dopo tre anni siamo all’anno zero. Ora i 5 Stelle si sono svegliati, ma non basta. Per uscire dall’incubo bisogna agire con i fatti, non a parole o dietro le tastiere dei computer”.

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