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"Non dimenticate il dramma di Ams"

Fiumicino. L’appello dei sindacati

Fiumicino. L’appello dei sindacati

FIUMICINO – «La  proposta  avanzata  dal  Comune  di  Fiumicino,    che  vede  il  rilancio  di  aziende  aeroportuali  a partire  da  Alitalia  attraverso  un  coinvolgimento  di  grandi  gruppi  Italiani come  ENI,    Leonardo Finmeccanica  ecc,  la  consideriamo    ovviamente    interessante  e  positiva    a  patto  che,    i  soggetti individuati,  siano realmente interessati ed il Governo faccia la propria parte». Lo affermano i sindacati Filt CGIL  Fit CISL  UIL Trasporti UGL Trasporto Aereo. «Confidiamo  – proseguono – nel    Comune  di  Fiumicino  e  nelle  sue  capacità  di  coinvolgere  coloro  che  possono determinare una trattativa di questa portata, auspicando che il tutto non si risolva in una bolla di sapone, come spesso accade. Il sostegno  della Regione Lazio è importantissimo come fin qui dimostrato . Diversamente invece  il Comune di Roma, il quale è finora rimasto sordo ai nostri appelli.  Dal Sindaco di Roma Raggi,  vogliamo sperare nella Sua sensibilità  alle problematiche sociali e  pertanto  ci aspettiamo un reale e fattivo coinvolgimento della Sua giunta nella vicenda. Del resto, le  presenze iniziali ai nostri sit in di protesta  di vari esponenti della politica , tra cui gli  Onorevoli  Di Battista e Paolo Romano che sulla vicenda Alitalia Maintenance Systems  avevano promesso  un  sostegno  concreto  ma  successivamente  si  sono  dissolti  nel  nulla,  ci  fanno  ancora sperare che la Giunta Capitolina possa fornire  un concreto supporto a questa importante vertenza. Ci  auguriamo  quindi  che,  con  il  sostegno  di  tutti,  la  proposta  di  cui  sopra    prenda  corpo  e  sia  occasione di vero rilancio per le attività aeroportuali e di tutti i lavoratori  oggi in forte difficoltà . Ricordiamo  ancora  una  volta,  la  nostra  vicenda  irrisolta,    di  come  molti  lavoratori  siano  ancora senza speranza alcuna e vivano  lo spettro del nulla che si concretizzerà fra qualche giorno, quando terminerà  ogni  forma  di  ammortizzatore  sociale.  Aspettiamo  ancora,  dopo  16  mesi  trascorsi, l’integrazione  salariare  alla  mobilità  ferma  per  cavilli  ed  interpretazioni  varie  tra  Ministero  del  Lavoro ed INPS. A fare le spese di questo immobilismo e confusione purtroppo, sono i lavoratori e le loro disperate famiglie.

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