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Olio di palma? Solo sostenibile

Olio di palma? Solo sostenibile

Il Parlamento Ue: "Introdurre un sistema di certificazione e via"

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che chiede alla Commissione europea di introdurre un sistema di certificazione unico per l’olio di palma che entra nel mercato UE e di eliminarne gradualmente l’utilizzo nelle miscele di biocarburanti. Obiettivo, contrastare le produzioni non sostenibili che causano deforestazione e degrado dell’habitat, in particolare nel sud-est asiatico. “Vogliamo un dibattito aperto con per avere una produzione di olio di palma sostenibile, senza abbattere foreste e con condizioni dignitose per quanto riguarda i diritti umani”, ha dichiarato la relatrice Katerina Konecná. Il 46% dell’olio di palma importato dall’Ue è utilizzato per produrre biocarburanti che richiedono l’uso di circa un milione di ettari di suolo tropicale. Per questo si chiede alla Commissione di prendere misure per eliminare progressivamente l’uso di oli vegetali, incluso l’olio di palma, possibilmente entro il 2020. I deputati europei chiedono anche di migliorare la tracciabilità dell’olio di palma importato e considerare l’applicazione di differenti dazi che riflettano accuratamente i costi reali, almeno finché non verrà applicato lo schema unico di certificazione. E ancora: avviare campagne informative sugli impatti positivi dal punto di vista ambientale, sociale e politico della produzione sostenibile di olio di palma e di rendere immediatamente riconoscibili i prodotti contenenti olio di palma mediante un simbolo da riportare sul prodotto o sull’imballaggio o facilmente accessibile attraverso funzionalità tecnologiche. Questo approccio, secondo l’eurodeputato Alberto Cirio, metterebbe fine a una comunicazione «fino ad oggi enfatizzata e strumentalizzata senza fondamenti scientifici», promuovendo «una campagna di informazione più seria». In Italia e in Europa, sottolinea l’eurodeputato Elisabetta Gardini, «ci sono già delle aziende che certificano di usare solo olio di palma proveniente da coltivazioni sostenibili, ma si tratta di atti volontari. Noi vogliamo invece che questo sistema diventi obbligatorio”. Secondo Giuseppe Allocca, presidente dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile, «con questo atto si conferma che l’olio di palma sostenibile esiste e che l’unica soluzione è puntare solo su quello 100% certificato, così come ormai da anni fanno le aziende che aderiscono all’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile”. Applaude al Parlamento europeo anche la Ferrero che concorda sulla necessità di rigorosi standard di certificazione. Secondo Coldiretti, negli ultimi dieci anni le importazioni in Italia di olio di palma sono triplicate (+212%) e nel 2015 hanno raggiunto il quantitativo di oltre 1,6 miliardi di chili. Nella stessa analisi, si evidenzia che per la prima volta c’è stato un calo del 10% nei primi sette mesi del 2016 rispetto all’anno precedente.

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