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Appalto pulizie: frattura tra i sindacati

Appalto pulizie: frattura tra i sindacati

Dopo il caso Fiumaretta di ieri si fanno sempre più disanti le posizioni. Ugl replica a Cgil e Cisl. Cozzolino chiarisce: "Integrazione solo per 5700 ore". Il sindaco entra nel merito della vertenza sindacale  

CIVITAVECCHIA – “Sul caso Fiumaretta, l’Ugl non accetta lezioni da parte di chi asseconda e difende la parte datoriale a prescindere, tanto più quando si tratta di violazione del Dlgs 81/08, sicurezza dei lavoratori”.  La segretaria confederale Fabiana Attig ad intervenire alla luce delle dichiarazioni di ieri di Fausto Quattrini e Silvano Corda della Filcams Cgil e della Fisascat Cisl in merito a quanto avvenuto a Fiumaretta, con i prelievi del sangue e le verifiche sanitarie effettuate da tre medici inviati dalla Sgm Scala Enterpise sui primi quattro dipendenti dell’appalto di pulizie. Attività giudicata non a norma dell’Ugl che ha richiesto l’intervento di carabinieri ed Asl. “Siamo noi – ha tuonato Attig – a prendere le distanze da chi rifugge ogni confronto sindacale, da chi non rispetta i verbali concordati in Itl, da chi artatamente ha creato una frattura sindacale, per spostare l’attenzione su una vicenda al quanto torbida. Prendiamo le distanze non dalla Cgil o la Cisl ma da chi, oggi, su questo specifico appalto, le sta indecorosamente rappresentando”.

Secondo l’Ugl la difesa dei lavoratori passa dal rispetto delle regole e delle leggi e dalla volontà dello stesso lavoratore. “Fare una forzatura dichiarando che i lavoratori “si sono preventivamente confrontati fra loro sul posto, decidendo insieme che se avessero ravvisato o solamente sospettato difformità rispetto i regolari protocolli medici, avrebbero semplicemente richiesto la sospensione della visita per destinarla eventualmente ad altra data” – ha aggiunto Attig – è una barzelletta che non tiene. A quali lavoratori si riferiscono i sindacalisti a cui è stata data tutta questa facoltà di scelta? Perché appare molto strano che agli iscritti all’Ugl tutta questa attenzione non è stata riservata. Eppure abbiamo il triplo degli iscritti di Cgil e Cisl messe insieme e a nessuno di loro è stata chiesta una cosa simile. Cosa dobbiamo pensare, che ci sono lavoratori di serie A e di serie B, che ci sono degli intoccabili e degli irremovibili? Oggi più che mai – ha assicurato l’Ugl – vigileremo su ogni singolo mutamento possa avvenire all’interno di questo cantiere, chiederemo conto su molte cose come ad esempio, l’ingerenza pesante di soggetti esterni che nulla hanno a che fare con le trattive sindacali, ma che si permettono ammonire i lavoratori”.

E Attig ha quindi ricordato che non è stata “l’Ugl che ha bloccato le attività sanitarie di controllo, ma gli uffici competenti della Asl, con lo Spresal – ha aggiunto – che ha dichiarato la non idoneità igienico sanitaria dei locali utilizzati, l’ispettorato della Asl di igiene pubblica che ha confiscato tutti prelievi di sangue e gli accertamenti fatti dai Carabinieri”.

Intanto, sulla pagina Facebook del sindaco Antonio Cozzolino, si legge un chiarimento del primo cittadino sull’appalto e sulla possibilità dell’amministrazione comunale di aumentare le ore di servizio rispetto a quello previste inizialmente nell’appalto.  “L’integrazione dell’appalto che verrà operata – ha spiegato – ammonta a circa 5700 ore. Questa è l’unica che verrà effettuata. Le ore di possibile integrazione a cui facevo riferimento durante il Consiglio Comunale aperto sulla vertenza erano le 5700 e non altre in più”. Quindi non 5700 più altre 100mila euro – che tradotte significano 6000 ore – come inizialmente ipotizzato. “Invito quindi i rappresentanti dell’Ugl a non diffondere false informazioni che porterebbero i lavoratori a pensare che il Comune integrerà per 5700+6000 ore – ha aggiunto Cozzolino entrando nel merito della delicata vertenza sindacale in corso – il sindacato aveva ottenuto dall’azienda una integrazione di 10.000 ore che sarebbero state gestite con la banca ore. Queste, aggiunte alle 5700 del Comune, avrebbero portato le ore dell’appalto a poco più di 102.000. Alcuni lavoratori hanno firmato un contratto che prevede il loro parametro alzato sulla base dell’integrazione della banca ore prevista dall’intesa sottoscritta in Provincia. Non penso che si possano disconoscere contratti già firmati senza andare incontro a vertenze sicure. Spero che i tentativi di ingenerare confusione finiscano il prima possibile perché non convengono né ai lavoratori nè al Comune, che paga per un servizio che deve essere reso a regola d’arte”.

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