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Travaglia: "De Angelis non è stato eletto nel gruppo e rimane fuori"

Travaglia: "De Angelis non è stato eletto nel gruppo e rimane fuori"

Il capogruppo Pd  dopo la posizione della Commissione di  garanzia. «Non spetta al presidente dei garanti entrare nel merito dei lavori che riguardano il comune di Cerveteri e tantomeno del suo statuto»

di TONI MORETTI

CERVETERI – «Premesso che l’iscrizione al partito non da un automatico diritto ad entrare nel gruppo consiliare e che il garante non può entrare nel merito ed imporlo di fatto, io non accetto né l’invito e né la diffida, e quindi, Aldo De Angelis rimane fuori dal gruppo».  E’ così che reagisce e sottolinea il consigliere Carmelo Travaglia, capo gruppo del PD in consiglio comunale, alla notizia diffusa con “grande soddisfazione politica e personale” dal consigliere Aldo De Angelis che avrebbe ricevuto dalla garanzia provinciale del partito il respingimento delle motivazioni addotte da Travaglia per non ammettere il De Angelis a far parte del gruppo consiliare PD nonché da parte dello stesso organismo, un invito diffida a Travaglia a provvedere all’inserimento. «Io ho ricevuto non una diffida  – spiega Travaglia – ma invito-diffida e tanto la dice lunga sui compiti e sulle competenze che quella commissione ha nelle istituzioni politiche e amministrative. Non spetta al presidente dei garanti entrare nel merito dei lavori che riguardano il comune di Cerveteri e tantomeno del suo statuto. Il presidente dei garanti si occupi di altre cose. Le mie motivazioni possono piacere o non piacere. De Angelis non è stato eletto nel gruppo e rimane fuori». Non cenna a placarsi la polemica tra maggioranza e minoranza PD, un partito ormai spaccato a metà sul piano concettuale di come intendere e fare politica per il bene della città, dei cittadini e del partito stesso. Una polemica, a suo tempo istigata con molta probabilità da chi facendo i conti della serva  dichiarava o dava ad intendere che parteggiasse o meno per una parte o dall’altra per arrivare poi, con uno stile noto in passato ma sempre attuale, a far esaurire il tutto in guerre fratricide sul territorio e nello stesso circolo, in guerre per delega architettate e guidate dall’alto col risultato di lasciare solo vittime sul campo senza decretare né vinti né vincitori ma soltanto un aggiustamento di conti-consenso  per chi ne trarrà futuri benefici, come al solito alle spalle degli altri. Ma questa volta Cerveteri sembra, perlomeno con una parte, aver reagito e a non prestarsi a questi giochi e a queste logiche mettendosi sul piano della trasparenza a non combattere per nessuno, ma solo per la città e nell’interesse superiore del partito in piena coscienza e seguendo il mandato avuto dai cittadini all’interno di strutture come il comune, dove il partito deve essere interlocutore, può consigliare ma non imporre.

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