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Grande partecipazione per la Processione del Cristo Morto

Grande partecipazione per la Processione del Cristo Morto

Migliaia di cittadini in strada per assistere al tradizionale corteo religioso; alidi folla lungo tutto il percorso. Suggestivo il passaggio al Ghetto e la salita in corsa dei carri per il rientro a piazza Leandra. Sono stati 211 i penitenti con catene alle caviglie e pesanti croci di legno sulle spalle VIDEO

CIVITAVECCHIA – Migliaia di cittadini sono scesi in strada ieri sera per assistere alla tradizionale processione del Cristo Morto, organizzata dall’Arciconfraternita del Gonfalone. Il corteo religioso ha sfilato tra due ali di folla, tra silenzio, devozione, rispetto ed un pizzico di curiosità. Nonostante le preoccupazioni della vigilia, con la Questura che aveva imposto un’intensificazione del livello di sicurezza in vista proprio di questi eventi religiosi durante la settimana santa, la processione si è svolta senza problemi, grazie all’impegno delle forze dell’ordine cittadine. 

Oltre 600 i partecipanti che hanno dato vita ai diversi quadri per rievocare la passione e morte di Cristo: hanno percorso le strade del centro accompagnati dalle note suonate dalle due bande cittadine, dalle preghiere di monsignor Cono Firringa e soprattutto dallo stridio delle catene trascinate dai 211 penitenti con saio e cappuccio bianco, piedi scalzi e pesanti catene di legno in spalla. “Ci sono tanti anziani – ha spiegato il priore dell’Arciconfraternita del Gonfalone David Trotti – ma abbiamo avuto anche la partecipazione di numerosi giovani, a dimostrazione del ricambio generazionale che esiste anche qui. Importante per loro e per tutti noi è stato l’incontro privato con il vescovo, monsignor Luigi Marrucci, che ringraziamo”.

Suggestivo il passaggio del corteo al Ghetto: una scommessa vinta, come l’ha definita il priore. Così come suggestiva è la salita in corsa dei carri per il rientro in piazza Leandra. Qualche problema, in questo senso, per il carro con la statua delle tre Marie che ha avuto bisogno di due riprese per riuscire ad arrivare alla fine della salita. D’altronde questo è forse il momento più delicato, con maggiore tensione per partecipanti ed organizzatori, perché un qualsiasi movimento sbagliato può mettere a rischio la sicurezza. Da qui, quindi, l’incitazione della folla e l’applauso liberatorio finale.  

Ed è proprio di ieri la notizia della delibera di giunta con la quale si procede all’intitolazione dell’attuale via Piave in “Salita dell’Arciconfraternita del Gonfalone”. “È doveroso riconoscere il ruolo che svolge l’Arciconfraternita del Gonfalone, organizzatrice della Processione del Venerdì Santo – si legge nella delibera – evento religioso e culturale che trova nel suo percorso cittadino uno dei momenti più significativi dal punto di vista religioso e culturale nella “salita del carro” momento in cui il carro che trasporta l’antica statua del Cristo Morto spinto dai portatori, percorre la salita che porta a piazza Leandra”. Mancano quindi soltanto gli adempimenti burocratici. 
“Un riconoscimento importante – ha concluso il priore – per la processione, evento della città, tra cultura e spiritualità”. 

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