Pubblicato il

Marsili: "Necessario un approfondimento"

Marsili: "Necessario un approfondimento"

Non convincono le dichiarazioni di Arpa Lazio sul monitoraggio e sui livelli di inquinamento del territorio. Il presidente del Consorzio di Gestione dell’Osservatorio locale torna a mettere in discussione i dati rilevati e sottolinea come sia oggi fondamentale andare a motivare l’anomalo abbattimento delle concentrazioni di biossido di zolfo  

CIVITAVECCHIA – Dichiarazioni ‘‘pericolose’’, che hanno necessariamente bisogno di essere approfondite. Perché quanto affermato dal direttore tecnico di Arpa Lazio, l’ingegner Rossana Cintoli, fa sorgere dubbi e comunque dovrebbe spingere a fare ulteriori domande sullo stato di salute di questo territorio. Lo ha ribadito anche il direttore del Consorzio di Gestione dell’Osservatorio Ambientale Giovanni Marsili, alla luce proprio dei chiarimenti sui dati registrati dalle centraline che, da fine marzo dello scorso anno, sono passare sotto il controllo dell’agenzia regionale.

L’ingegner Cintoli parla di misurazioni basate su protocolli nazionali stabiliti dall’Ispra, ovvero dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. «ma questo – ha spiegato Marsili – non lo ha mai messo in dubbio nessuno. Anzi, il rispetto della legge, in questo senso, deve essere dato per scontato. Noi però, con l’osservatorio, ci ponevamo anche un’altra domanda: cosa si può fare per avere sempre meno rischi per la salute? Per questo ci rifacevamo alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità».

La precisazione di Arpa, quindi, si fermerebbe al mero rispetto della legge, che secondo Marsili però non basta. Specie quando si parla di biossido di zolfo e si assiste ad un’importante contrazione delle concentrazioni medie che in tutte le stazioni, da maggio a dicembre 2016, decrescono del 90% circa rispetto al 2015. «Sebbene il biossido di zolfo da più di un decennio non costituisca nell’area un rischio per la salute umana e per la vegetazione – si legge nel rapporto dell’osservatorio – il suo monitoraggio resta di primaria importanza nella rete in questione poiché esso costituisce il più importante tracciante delle emissioni delle centrali a carbone e, in misura minore, anche del porto. Osservare che su una postazione la concentrazione di SO2 è praticamente zero, implica che il contributo della centrale agli altri inquinanti è praticamente nullo. Quando tale osservazione è estesa a tutte le postazioni presenti sul territorio, considerato che la rete regionale non rileva questo inquinante, è agevole dedurre che, in quell’area, la centrale a carbone non fornisce alcun contributo all’inquinamento dell’aria. Tale differenza merita pertanto di essere indagata più approfonditamente».

Il solo mg per mc rilevato da Arpa rispetto ai 5/6 precedenti è in sostanza,  detta di Marsili, la concentrazione che si trova naturalmente nell’aria. È come se alle centraline Tvn e porto non arrivassero. Perché si è verificato questo crollo? A cosa è dovuto? È intervenuto un evento esterno così importante? Domande, secondo Marsili, a cui dover dare una risposta. «Quando si passò da 10mg a 5/6 – ha concluso – noi ci chiedemmo il perché e lo motivammo con l’entrata in vigore della normativa sul tenore di zolfo in porto». 

ULTIME NEWS