Pubblicato il

E il Piave non mormora più…a Civitavecchia

E il Piave non mormora più…a Civitavecchia

di ENRICO CIANCARINI*

CIVITAVECCHIA – “È di questi giorni la notizia che l’Amministrazione comunale ha deciso di cancellare Via Piave per intitolarla Salita dell’Arciconfraternita del Gonfalone, che già in città ha l’onore di avere Via del Gonfalone.

La scelta dei tempi è perfetta: mentre in tutta l’Italia nostalgica si celebra la vittoria del Piave contro gli austroungarici e il completamento dell’Unità Nazionale, noi cancelliamo una delle poche testimonianze legate a quel periodo, come il Sacrario ai Caduti della Prima guerra mondiale in colpevole stato d’abbandono.

La toponomastica a Civitavecchia è un argomento affascinante per chi si occupa di storia. Ad ogni cambio di regime, i nuovi padroni della città hanno messo mano al nome delle vie o hanno intitolato le nuove strade urbane e rurali a personaggi loro contigui. Argomento che spero presto sia oggetto di ricerche e pubblicazioni.

Dopo il XVI settembre (Via) le antiche strade cittadine intitolate a papi e delegati apostolici subiscono un frenetico cambio di intitolazione. Massoni e repubblicani si distinguono in questa damnatio memoriae. Ancora vivo, a Garibaldi è dedicato il Viale; a Mazzini è riservata, per far dispetto ai preti, la via confinante con la Cattedrale e per eliminare l’indigesta Via del Seminario la si intitola a padre Alberto Guglielmotti (senza padre) che non la prende bene.

Nel 1908 la Sinistra assume per la prima volta il governo della città, è un fiorire di intitolazioni a personalità vicine ideologicamente a socialisti e repubblicani: piazza Antonio Fratti e via Felice Cavallotti ne sono l’odierna testimonianza. Pochi sanno che su richiesta del locale movimento libertario una via è dedicata a Francisco Ferrer, anarchico e massone spagnolo, ucciso nel 1909.

Ma il 28 ottobre del 1922 le squadre fasciste occupano Civitavecchia in occasione della Marcia su Roma e, oltre a dedicarsi alla distruzione delle sedi dei partiti e movimenti operai, si impegnano alacremente a cancellare dalla toponomastica gli odiati sovversivi. Durante il Ventennio molte sono le via intestate a date, persone e realizzazioni del fascismo. Nascosta ai più resiste ancora una semicancellata Via IX Maggio, fausta data della mussoliniana proclamazione dell’Impero d’Etiopia.

Con la Repubblica le varie amministrazioni si sbizzarriscono con la toponomastica e per dare un tocco elegante è creata anche una Commissione Toponomastica con gli esperti di allora. E’ strano che non si ricostituisca tale commissione, sarebbe utile per dare un titolo altisonante ai tanti storici militanti e d’occasione che si aggirano per Civitavecchia.

Noi civitavecchiesi possiamo vantare Via delle Margherite e Via dei Gerani mentre Dante o Alessandro Manzoni ci sono sconosciuti, come tanti personaggi civitavecchiesi. Abbiamo un piazzale dedicato all’unico sindaco fascista civitavecchiese ma per avere Largo Arditi del Popolo sono dovuti trascorrere novanta anni. Sindaci del passato non hanno mai negato l’intitolazione di una via a qualche amico o parente defunto.

Oggi è il turno di Via Piave di cambiare nome, cent’anni fa si chiamava Salita della Stella ma qualcuno volle intitolarla a quel fiume che mormorava il XXIV maggio, simbolo dell’eroismo di un’intera nazione e di molti civitavecchiesi che contribuirono con la vita, ferite e mutilazioni alla vittoria del IV novembre.

Così è la politica, che non ha memoria ma vive di solo presente”. 

*ricercatore di storie e presidente della Società Storica Civitavecchiese 

 

ULTIME NEWS