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Piazza Grande, centrale il ruolo dei dirigenti

Piazza Grande, centrale il ruolo dei dirigenti

Campo sportivo, gli introiti dei commissari del bando legati all’approvazione dei piani integrati. Gli atti subirebbero continue modifiche senza l’apposizione di alcuna firma

LADISPOLI – Un terreno privato appena acquistato divenuto in poche settimane un luogo da riqualificare e trasformare in piazza e parcheggi. Così un terreno agricolo di 15.000 mq in pieno centro acquistato a sole 250.000 euro diventa un’area edificabile dalla mattina alla sera. 
Emergono ulteriori e singolari elementi ripercorrendo a ritroso la vicenda Piazza Grande, per la quale la procura di Civitavecchia ha avviato un’inchiesta. Tra le ipotesi di reato vi sarebbe l’aver generato un vantaggio economico indebito alla società proponente del piano integrato che insiste sull’ex campo sportivo.
Andando a ripercorrere dall’inizio l’iter della vicenda si scopre che tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 si susseguono una sequenza di operazioni che consentono in pochi mesi di far diventare l’ex terreno del campo sportivo un posto sul quale è possibile trarre ingenti entrate economiche dalla presentazioni di progetti. 
Un ruolo centrale in tutto l’iter del piano integrato lo ha l’ufficio UISP del comune. 
Un ufficio speciale nato nel 2013 che gestirà tutte le operazioni immobiliari e di trasformazione urbanistica del comune.
 Da quanto emerge dalla documentazione questo ufficio svolge contemporaneamente sia il ruolo di decisore delle regole di sviluppo della città, che di valutazione delle proposte.
A decretare le linee di interesse per l’aggiudicazione del bando dei piani integrati è l’ufficio UISP e a valutare le proposte sarebbe poi una commissione i cui membri sono gli stessi dell’UISP. Una situazione di conflitto di interesse per il fatto che l’ufficio UISP da contratto stabilito con il PSSE incassa oneri per i proponenti di interventi urbanistici proporzionali al valore delle opere che vengono approvate. 
I proponenti infatti devono al comune quali oneri istruttori lo 0,5% del valore dell’opera (nel caso di Piazza Grande 14.000.000 di euro). L’operazione del campo sportivo porta all’ufficio incassi per 70.000 euro di cui 41.000 andranno girati alla ASP Finance, che in questa operazione avrebbe il solo ruolo di aver inserito l’opera tra quelle strategiche e di aver definito la griglia di valutazione dei piani. Al termine di ogni annualità i membri dell’ufficio UISP si vanno a dividere le somme incassate come oneri per i proponenti, una cifra che quest’anno è prevista superiore a 400.000 euro.
Un meccanismo perverso nel quale i professionisti dell’ufficio, che sono anche i valutatori delle proposte, guadagnano in base al volume d’affare delle opere che vengono giudicate ammissibili. In sostanza è come se una commissione d’esame guadagnasse in funzione del numero di candidati che superano la selezione. A far emergere questo ruolo controverso basterebbe il fatto che il piano integrato Piazza Grande viene inserito dallo stesso ufficio UISP all’interno del documento delle opere strategiche, andando così a raggiungere automaticamente la soglia per la sua ammissione.

L’amministrazione comunale valuta ad inizio aprile 2015 il piano di Piazza Grande ed il 22 aprile ne richiede delle modifiche, tra cui l’acquisizione della particella 1024 che, seppur compresa nelle opere, non era di proprietà della società. 
Nonostante ciò il piano, un mese prima aveva ottenuto il parere positivo dell’ufficio UISP, e poi del consiglio comunale. La Piazza Grande il 14/05/2015, come riportato dalla delibera di giunta 104/2015, protocolla il piano rimodulato. 
Ma andando a visionare in dettaglio gli allegati presentati da Piazza Grande emerge un fatto del tutto singolare I file sarebbero privi di qualsiasi firma autografa o digitale sia dell’amministratrice della società che dei progettisti. Ma non vi è solo questa di anomalia. I file risultano infatti stati generati solo il 20/05/2015, vale a dire 6 giorni dopo la data di protocollazione. In sostanza alla data del protocollo quei file non sarebbero stati ancora creati.
 Il comune quindi metterebbe pubblicati sull’albo pretorio dei file senza alcun valore legale in quanto privi di alcuna firma, file che non si sa come siano nella disponibilità degli uffici. 
Ma andando ad analizzare sempre la documentazione allegata agli atti in comune, si scopre una ulteriore anomalia nella datazione. Infatti la giunta comunale approva gli atti per il passaggio al consiglio il 4 giugno. 
Nella pubblicazione della delibera di consiglio 25 risulta che gli allegati, elaborati grafici e relazioni non sono quelli approvati il 4 giugno ma sono delle nuove versioni che sarebbero state revisionate a giugno. I file sarebbero stati prodotti il 19 giugno: data postuma rispetto alla giunta comunale. Su tutti questi elementi starebbe ora indagando il Pm Alessandro Gentile.   La documentazione cartacea ed elettronica sarebbe stata infatti prelevata nei mesi scorsi dai militari della Guardia di Finanza di Ladispoli direttamente in comune. (Fr. Sc.)

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