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"Bad doctor": depositate le prime motivazioni del Riesame

"Bad doctor": depositate le prime motivazioni del Riesame

L'inchiesta ha visto coinvolti 11 professionisti, tra medici ed avvocati. Per Francesco Meloni il Tribunale, che lo ha rimesso in libertà, sottolinea l'insussistenza del reato contestato 

CIVITAVECCHIA – Sono state depositate in questi giorni le prime motivazioni da parte del Tribunale del Riesame sulle decisioni di scarcercazione e modifica delle misure cautelari firmate dal gip del tribunale di Civitavecchia Giusi Bartolozzi  nell’ambito dell’inchiesta ‘‘Bad doctor’’ condotta dai carabinieri e coordinata dal sostituto procuratore Valentina Zavatto.

Secondo l’accusa era stata disarticolata un’associazione a delinquere  finalizzata alla truffa, a reati di falso di vario genere commessi da privati e pubblici ufficiali e di sostituzione di persona, relativamente a presunti falsi incidenti stradali per truffare le assicurazioni. Per tutti gli indagati colpiti da misura cautelare, undici tra medici ed avvocati, con la decisione del Riesame è caduto il vincolo associativo, su cui si era fondata la tesi accusatoria. I primi due a comparire, il mese scorso, davanti al Tribunale di Roma sono stati i due medici Francesco Meloni e Maurizio Gaglione, tornati in libertà dopo che il gip aveva disposto l’obbligo di firma per il primo e i domiciliari per l’altro con il Riesame che aveva annullato i provvedimenti cautelari.

Per Meloni si parla di insussistenza del reato – era stato contestato il falso ideologico – e di carenza di gravi indizi di colpevolezza. «Il Tribunale – ha commentato soddisfatto l’avvocato Lorenzo Mereu – ha accolto pienamente le argomentazioni prodotte dalla difesa sull’insussistenza del reato contestato. Per il falso ideologico si arriva anche ad una pena di dieci anni; e questo non è il caso. L’associazione a delinquere, nel nostro caso, era invece già caduta con il gip». Sono attese nei prossimi giorni le motivazioni anche degli altri indagati, specie dei due medici Gino Saladini e Giuseppe Di Iorio, oggi agli arresti domiciliari dopo due settimane di carcere.

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