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Comitato di gestione portuale: impasse a Cinque Stelle

Comitato di gestione portuale: impasse a Cinque Stelle

L’organismo non riesce ad insediarsi: il sindaco metropolitano inadempiente sulla nomina del proprio rappresentante. Il numero uno di Molo Vespucci Francesco di Majo scrive al prefetto Basilone. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: "Il porto di Civitavecchia è bloccato e questo è molto grave"

CIVITAVECCHIA – Un comitato di gestione che da sei mesi non riesce ad insediarsi ed un porto bloccato, per un immobilismo che rischia di compromettere l’operatività stessa di uno scalo strategico non solo per il Lazio ma per il Paese tutto. Il caso Civitavecchia sta creando non pochi problemi. E la mancata decisione da parte del sindaco della Città Metropolitana, la grillina Virginia Raggi, rischia di far sprofondare lo scalo. Il primo cittadino dell’ex provincia di Roma, infatti, non riesce a nominare il proprio rappresentante all’interno del comitato di gestione, l’organismo che con la nuova legge di riforma dei porti e della logistica è andato a sostituire il vecchio comitato portuale e a cui è affidato il compito di provvedere al licenziare il bilancio, a nominare il segretario generale, ad approvare il piano regolatore dello scalo e la sua pianta organica.

Davanti a questa difficoltà, il presidente della Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale Francesco Maria di Majo ha deciso di convocare il vecchio comitato per il 27 aprile prossimo, almeno per far approvare il bilancio consuntivo 2016 e quello di previsione 2017. Niente nomina del segretario generale però, con l’incarico affidato ad interim al dirigente di Molo Vespucci Maurizio Marini. Nel frattempo si attende il sindaco Raggi e la decisione del Movimento Cinque Stelle. Un’attesa infinita. Perché già ad ottobre, quando il Mit nominò Francesco Maria di Majo come presidente dell’Adsp, il ministro Delrio invitò subito tutti gli enti interessati a fornire i propri nominativi per il Comitato di gestione. Ma niente. Il sindaco Raggi prese tempo. Il 28 novembre il presidente di Majo le scrisse chiedendole di provvedere al più presto con l’individuazione del membro della Città metropolitana. Ma anche in questo caso la richiesta venne disattesa, fino al ricorso ad un bando: 11 candidati, l’ingegner Matteo Africano indicato come vincitore ma nessun passaggio in consiglio metropolitano per l’approvazione. Con il bando misteriosamente annullato, probabilmente perché il nome del vincitore non era abbastanza gradito al Movimento Cinque Stelle. Neanche la proposta di nominare nel frattempo il dirigente della Mobilità della Città Metropolitana, anche in via provvisoria per non paralizzare l’ente portuale, è stata accolta dalla Raggi. L’appello dei sindacati, pronti anche a denunciare il Sindaco per omissione di atti d’ufficio, le critiche continue da parte del mondo politico bipartisan e le diffide giunte non hanno prodotto alcun effetto.

E così è intervenuto nuovamente il presidente Di Majo che pochi giorni fa ha inviato una lettera al prefetto Paola Basilone per intercedere presso il sindaco Raggi, finora inadempiente su una vicenda delicata e soprattutto per una questione di legalità. Legalità tanto cara ai grillini.

E sulla vicenda, a margine del sopralluogo all’hospice oncologico, è intervenuto anche il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti. «Il porto è bloccato e questo è molto grave – ha spiegato – quando si parla di lavoro, sviluppo e rilancio bisogna essere coerenti: mi auguro che presto possano accendersi i motori. Anche perché voglio ricordare che non siamo soli; il porto compete con altre infrastrutture nazionali ed internazionali. Vediamo attorno a noi una grande aggressività da parte delle altre realtà. Quindi deve muoversi. Noi ce la mettiamo tutta, come abbiamo dimostrato nel nominare il nostro componente del comitato dopo la bocciatura di Enrico Luciani al quale rinnovo l’immensa stima e penso che avrebbe fatto benissimo; ma mi auguro che anche gli altri facciano altrettanto».

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