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L'arena politica s'infiamma

L'arena politica s'infiamma

Dopo il confronto sulla convocazione dell’assise comunale in data utile solo per l’ordinaria amministrazione e il rischio di non vedere approvato il piano regolatore, la sfida tra Orsomando e Pascucci si sta consumando a colpi di esposti, denunce e diffide. Il presidente del Consiglio: «Faceva pressioni per condizionare il mio operato». Il sindaco: «Sapevo della sua mala fede e tentavo di comunicargli come fare»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Non c’era alcun dubbio che questa volta, la campagna elettorale si sarebbe rivelata più “cruenta” del solito, visto l’asse su cui, sia a livello politico che a livello comunicativo, è stata spostata la discussione. Al di là del confronto politico che vede in queste ultime ore fortemente contrapposte le due figure più importanti dell’ente comune, il sindaco Alessio Pascucci, che si riconferma per correre per un secondo mandato e Salvatore Orsomando, presidente del Consiglio comunale, candidato sindaco per Forza Italia, è indubbio che per la forte polemica che li avvolge, visti i fatti, diventa difficile non addossare la responsabilità alla campagna elettorale alle porte. Uno scontro istituzionale pieno di tatticismo, gonfio di acrobatiche interpretazioni di regolamenti, di comportamenti che insinuano sospetti e provocano accuse e dichiarazioni fino ad arrivare alle carte bollate.  
Il sindaco Pascucci ritiene di avere le sue ragioni nel censurare il comportamento del presidente Orsomando che non ha seguito le indicazioni della conferenza dei capi gruppo ed ha convocato  il consiglio comunale in date che rientrano nei giorni indicati per legge per la conduzione dell’ordinaria amministrazione, viste le elezioni alle porte, come egli avrebbe voluto per approvare atti che ora non potrebbero essere approvati tanto che insinua un interesse politico e bolla senza mezzi termini il suo comportamento vergognoso. 
Orsomando non ci sta e gli risponde con una lettera inviata in copia al Prefetto Basilone, al procuratore di Civitavecchia e al comandante della caserma dei Carabinieri di Cerveteri. Nella lettera di Salvatore Orsomando, lo stesso, da una parte stigmatizza e denuncia pressioni del sindaco Pascucci atte a prevaricare il suo ruolo e il suo compito istituzionale, ricordando, in buona sostanza, di averlo sempre svolto con rigore e correttezza. Da un’altra poi sembra giustificare il fatto di essere risultato irrintracciabile in giorni cruciali quando scrive: «Sono vivamente dispiaciuto, per quanto da Lei lamentato nell’email citata in oggetto, di cui respingo sin da ora i contenuti riportati nella stessa per la loro interezza, in riferimento ai suoi tentativi di contattarmi telefonicamente  in data 20 aprile 2017 di cui ho preso contezza soltanto qualche ora fa avendo avuto, non solo problematiche tecniche all’apparato che era stato lasciato presso la mia abitazione, ma anche importanti impegni lavorativi e familiari». Ma il pezzo forte si può riassumere nella parte finale della lettera quando dice: «Alla luce di quanto sino a qui enunciato non posso esimermi, visti i suoi atti e le sue esternazioni, riprese sistematicamente anche dagli organi di stampa locale, che diffidarla ufficialmente nel proseguire in tali azioni e richieste non rispettose della normativa vigente e di quanto previsto nel Regolamento e nello Statuto Comunale avvisandola, esclusivamente per atto di correttezza istituzionale, che in data odierna ho già provveduto ad informare le Autorità competenti e sua E.C. il Prefetto, che legge in copia, con dettagliato e debito esposto in merito a quanto accaduto». 
Dal canto suo, Alessio Pascucci, sentito in proposito dice perentorio: «Io non ho mai messo in discussione il suo ruolo e i suoi compiti infatti, rispetto la decisione e il 2 maggio vado in Consiglio comunale. Però, siccome sapevo che il presidente del Consiglio era in mala fede e che avrebbe potuto appellarsi ai non sapevo e quant’altro, noi ci siamo adoperati affinchè con ogni mezzo lecito, mail, lettere, diffide, di comunicargli quel che doveva fare, ma lui ha deliberatamente fatto in modo acchè senza nessun motivo o giustificazione ha convocato in date non idonee allo scopo. Abbiamo una documentazione che lo prova che possiamo anche rendere pubblica. Egli risponderà davanti alle autorità competenti di aver dimenticato che nonostante fossimo in campagna elettorale, io sono il sindaco e lui il presidente del Consiglio. Lui si è comportato invece come candidato compiendo un atto funzionale alla sua candidatura e al suo disegno politico e non poteva permettersi di farlo. I cittadini – conclude Pascucci – quando leggeranno i documenti in nostro possesso e che renderemo pubblici, si renderanno conto che lui non ha lo spessore per aspirare a ricoprire nessuna carica». L’impressione è che la cosa non finirà qui. 
Orsomando a giorni sulla questione  ha annunciato una conferenza stampa.

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