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Santa Fermina, ricco di figuranti il corteo della Pro Loco

Santa Fermina, ricco di figuranti il corteo della Pro Loco

Per la costumista Angela Tedesco si tratta di una vera e propria lezione di storia a cielo aperto. Rinnovati costumi e figuranti. Importante il contributo della Fondazione ca.Ri.Civ. VIDEO

CIVITAVECCHIA – Non un semplice corteo, ma una sorta di lezione a cielo aperto; una lezione sulla storia della città e delle sue tradizioni, per riscoprirle e non perderle. È questo l’obiettivo della presenza della Pro Loco alla processione di Santa Fermina di venerdì pomeriggio. Dopo una lunga assenza, il corteo della città è tornato con la nuova gestione della Pro Loco, e quest’anno ha voluto rinnovarsi ancora di più, con la presenza di circa quaranta figuranti ed una attenta e puntuale ricerca storica su personaggi e costumi dell’epoca. Si tratta del 1600: il primo corteo di Santa Fermina ha sfilato per la prima volta nel 1634 e nel 1647 si è svolta la prima processione a Civitavecchia in onore della Santa Patrona. E questo grazie all’impegno della costumista professionista Angela Tedesco e di Anna Maria Sorrentino per le acconciature, coinvolte nell’iniziativa, ed  il sostegno della Fondazione Ca.Ri.Civ.

“Presenteremo un corteo ricco nei contenuti – ha spiegato soddisfatta il presidente della Pro Loco Maria Cristina Ciaffi, che ha colto l’occasione anche per ringraziare le tre volontarie Lorella De Paolis, Rosella Roselli e Simonetta De Paolis – lo scopo del corteo è proprio quello di far rivivere tutti i personaggi che hanno partecipato alla processione di quel periodo, curando ogni dettagli nei minimi particolari”.

“Nel corteo – ha aggiunto la costumista Tedesco – sfileranno anche le famiglie che in quel secolo avevano potere economico e che aiutarono il Comune a pagare le spese per l’allestimento della processione. Personaggi quindi realmente esistiti, come castellani, capitani di vascello, luogotenenti di giustizia, padri domenicani, suore ed artigiani. E poi tanti bambini”.

Uno spaccato dell’epoca, quindi, racchiuso nel corteo. “Un modo – ha spiegato uno dei figuranti, Marco Sterpa – per rivivere nel vero senso della parola quella che era l’epoca, con l’obiettivo di mantenere vive le nostre tradizioni, riportando Civitavecchia al suo antico splendore”.

“Crediamo molto nelle tradizioni e nella riscoperta delle nostre radici – ha concluso l’avvocato Vincenzo Cacciaglia della Fondazione Ca.Ri.Civ. – abbiamo stima della Pro loco, ma pensiamo che queste iniziative possano e debbano essere utilizzate anche in ambito turistico, magari proiettando dei video su appositi monitor sparsi in città di questo corteo come di altre manifestazioni caratteristiche, promuovendo la città e la sua storia, facendone un’attrazione turistica”. 

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