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La Bilancella: "Uno spazio per le imbarcazioni d'epoca alla Marina"

La Bilancella: "Uno spazio per le imbarcazioni d'epoca alla Marina"

CIVITAVECCHIA – “Ospitare a Civitavecchia, all’interno del porticciolo oggi inutilizzato alla Marina, uno spazio da dedicare ad imbarcazioni d’epoca, così come accade in tante città italiane e estere”.

È questa la proposta che arriva dall’associazione di volontariato “La Bilancella” che, in vista dell’estate, si rivolge all’amministrazione comunale per cercare di creare un progetto che possa attirare l’attenzione non solo dei cittadini, ma anche e soprattutto delle migliaia di crocieristi che quotidianamente scalano il porto di Civitavecchia.

“La Marina è uno spazio che quotidianamente è meta di passeggiate, incontri e anche, in alcune occasioni, sede di manifestazioni – hanno aggiunto dall’associazione – che richiamano molte persone che vivono così a pieno questo spazio. Il mare è una delle prime risorse della città: il porto infatti è il cuore dell’economia, è la risorsa principale alla quale attingere. Solo recentemente la Marina ha avuto un degno rifacimento, ma si potrebbe pensare ad un riconoscimento più concreto e continuativo. Basterebbero alcuni lavori di rinforzo ed a un  ampliamento del molo già esistente al fine di ottenere uno spazio vissuto e frequentato non solo i determinate occasioni, ma durante l’intero anno sia dai residenti e sia dai turisti”.

Entrando nel dettaglio della proposta avanzata, secondo la Bilancella si potrebbe creare una specie di museo a cielo aperto della navigazione, “che manca del tutto nella città, sfruttando competenze e passioni – hanno spiegato – che non mancano, né tra i giovani e né tra gli adulti. Infatti si potrebbero creare occasioni di lavoro, di studio e di svago, ospitando barche d’epoca, curarne eventuali restauri e organizzare manifestazioni che diffondano la cultura dell’arte navale che in Italia ha raggiunto traguardi importanti. Recuperare antichi mestieri, un tempo fiore all’occhiello dei cantieri navali. In altre parole – hanno concluso –  recuperare una memoria, tramandare delle storie legate al mare che è la “vita” della città. La Marina diventerebbe un luogo ancor più sentito dalla comunità e dai turisti”. 

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