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Nel 2004 nessun dubbio sulla linea demaniale

Nel 2004 nessun dubbio sulla linea demaniale

Tanti i nomi noti in quel Consiglio comunale che approvò il Piano Utilizzazione Arenili (PUA) riguardante anche lo stabilimento Ocean Surf. Alcuni dei politici che sapevano quale era l’arenile in concessione per averlo approvato in vari atti, ora rinnegano tale verità

di TONI MORETTI

CERVETERI – Il sindaco Pascucci è stato lapidario. Pur augurandosi con “tutto il cuore” che Massimo Gallo trovi un tribunale che gli dia ragione nella sua vicenda ormai diventata personale con la società Ostilia che in virtù di una sentenza esecutiva ha sfrattato l’Ocean Surf, uno stabilimento  balneare di proprietà della sua famiglia da una striscia di terreno che un tribunale ha sentenziato essere dell’Ostilia stessa. La vicenda che ne è sorta ha tenuto e tiene ancora banco tra le forze politiche ormai impegnate nella competizione elettorale, e Massimo Gallo, che si è candidato come aspirante consigliere nella lista Nessun Dorma” che vede il principe Sforza  Ruspoli  candidato sindaco, non ha perso l’occasione di cavalcare l’onda mediatica nata intorno alla notorietà del principe che sembra abbia imperniato la sua “rivoluzione popolare” basata sulla richiesta di legalità e giustizia proprio sul suo caso, proponendolo come un esempio di “ illegalità di un predone, colluso con la classe politica che con atti e condotte discutibili” come il principe stesso ha detto durante la sua conferenza stampa, “ si  è appropriato di quanto non gli appartiene”. Tutta la faccenda gira intorno ad una presunta confusione sulla linea di demarcazione dell’area demaniale che sembra sia diventata una opinione piuttosto che un punto di riferimento riportato e tracciato nelle mappe catastali. Andando a curiosare tra vari documenti e delibere del passato troviamo però qualcosa di veramente sconcertante. C’è da dire che tra chi della  classe politica di vari orientamenti e partiti si sono resi protagonisti di iniziative che più che portare chiarezza hanno aggiunto confusione al fatto e probabilmente hanno alimentato false speranze a chi probabilmente avrebbe assunto atteggiamenti diversi e non si troverebbe ora in situazioni drammatiche, spuntano i nomi di chi, in vari documenti, delibere di giunta o di consiglio, risultano essere firmatari di contenuti che in modo palese approvano, o indicano, o segnalano la linea demaniale riportata nelle mappe catastali, quelle stesse mappe che ha permesso all’Ostilia di far valere il suo diritto di proprietà.  Negli ultimi due anni abbiamo visto di tutto.  Abbiamo visto l’attuale segretario politico del PD Maurizio Falconi che reggendo un lembo di uno striscione di Forza Nuova, picchettava il picchettaggio a difesa delle spiagge libere che non erano messe in discussione. Bene, Falconi Maurizio era presente in consiglio comunale il 2 settembre 2004 quando venne approvata la delibera di consiglio n° 36 riguardante  il PUA, o piano di utilizzazione degli arenili. Si potrebbe dire di Falconi che la “confusione è il mio mestiere”, ma non era solo. In questo atto dove veniva approvato anche la linea demaniale contenuta nelle mappe catastali allegate, c’erano anche  Salvatore Orsomando, Guido Rossi, Lamberto Ramazzotti, Carmelo Travaglia, Francesco Di Giancamillo e Alessio Pascucci.  E altre firme, diciamo eccellenti, si trovano  anche in altri documenti dove si parla, si esamina e si approvano atti che contengono la stessa conclusione per quanto riguarda la linea demaniale. Parliamo di Vincenzo Attili e di Sergio Marini. 
Ora il problema è riflettere, ricordare, vedere chi pur sapendo e avendo approvato  si è messo di traverso in questo momento. Per il bene della città o per cosa?

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