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Porto, Il silenzio assordante della città dovrebbe preoccupare l'intera comunità

CIVITAVECCHIA – “Il silenzio assordante della città dovrebbe preoccupare l’intera comunità.

Il porto ultimo baluardo contro la crisi economica, ultima risorsa cittadina stenta a dare risposte  alle problematiche urgenti di maestranze , giovani e famiglie sempre più alla ricerca di soluzioni a condizioni di precarietà diffusa.

La mancata nomina del Comitato di gestione portuale contribuisce al rallentamento dell’operato dell’Autorita’ di Sistema, che sta lavorando e mettendo in campo le energie a disposizione ma non a pieno regime come vorrebbe.

Civitavecchia: grande porto per dimensioni, ma ancora privo di alcuni strumenti necessari per sviluppare a pieno le proprie potenzialità.

I recenti problemi del traffico relativo alle auto  sottolineano la continua concorrenza di altri scali, che con estrema celerità adeguano i loro spazi per aggiudicarsi tali traffici. Un esempio è  il porto di Gioia Tauro che suona come un altro campanello di allarme.

L’automotive può restare un traffico importante, ma bisogna essere competitivi nella logistica. È quest’ultima che ipoteca seriamente il destino del nostro scalo. Terminare le strade che collegano Civitavecchia al resto del Centro-Italia è fondamentale, altrimenti si resta tagliati fuori e la nostra posizione geografica finisce per non essere l’elemento che fa la differenza. Siamo l’Autorita’ di Sistema del Medio Tirreno, Roma è a pochi chilometri, la regione Abruzzo vuole unirsi al nostro porto: possiamo essere la porta dello sviluppo commerciale di un’area, quella dell’Italia Centrale, che può garantire occupazione e benessere.

Le auto rimarranno nel nostro porto, magari dovranno essere riveduti gli accordi con armatori e ricevitori, puntando anche su settori non solo del nuovo ma anche dell’usato. Sarà indispensabile agire tempestivamente non solo in questo senso, ma anche sbloccando aree all’interno del porto che potranno essere utilizzate per dare un’ulteriore spinta alla crescita.

Ed infine, ma non per questo meno importanti, i containers: i suoi numeri devono aumentare e possono farlo perché qui si può davvero rilanciare il porto. Il futuro delle merci è via mare per questo i containers devono trovare il modo di decollare, fornendo così la base per un nuovo sviluppo dei traffici marittimi dell’Italia Centrale,  in cui il ruolo del porto di Civitavecchia può  e deve essere strategico.

La politica nel senso più antico e nobile deve operare per il bene della comunità che tanti sacrifici ha fatto in termini non solo economici, ma di salute.

Civitavecchia ha sempre avuto un “cuore ospitale”: non mortifichiamola perché non lo merita e tanto meno i suoi cittadini.

Nell’imminenza del primo maggio, l’augurio più sincero perché ogni persona possa trovare dignità, realizzazione, emancipazione e libertà nel lavoro: un diritto per tutti senza distinzione di sesso, razza, religione. Sia davvero la festa non solo per un giorno,  ma per un’esistenza che sul lavoro possa fondare le basi di una vera convivenza civile. I diritti dei lavoratori siano rispettati a cominciare dalla tutela e dalla sicurezza ma, in particolare, facciamo in modo di creare lavoro perché solo così si ritrova fiducia in se stessi e il desiderio di impegnarsi per il miglioramento di tutta la comunità”.

Centro Studi Marittimi e Portuali “Raffaele Meloro”

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