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Cerveteri: approvato il bilancio

Cerveteri: approvato il bilancio

Ancora polemiche tra il sindaco e il presidente del Consiglio. Orsomando non mette al voto un emendamento per irregolarità. Pascucci: «Ha votato no a tutto quanto era importante per la città»

CERVETERI – ieri sera il consiglio comunale ha approvato il bilancio in maniera tranquilla, tranne un episodio che ha innescato una specie di corto circuito che se nel caso ce ne fosse stato bisogno, ha ridato ossigeno alla polemica molto dura che non intende disinnescarsi tra Alessio Pascucci, sindaco uscente in corsa per il secondo mandato e Salvatore Orsomando, presidente del consiglio, candidato sindaco per Forza Italia. Nel recente periodo, Orsomando è stato accusato di avere come “abusato”, come dice il sindaco che ha provveduto ad avvertire le autorità competenti, con dettagliati esposti e diffide, avendo deliberatamente, nonostante il parere della conferenza dei capi gruppo e una specifica richiesta di un numero elevato di consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, convocato il consiglio comunale in una data nella quale son possono essere approvati atti fuori dall’ordinaria amministrazione perché troppo vicina a quella delle elezioni.  Si trattava di portare a votazione la variante generale al piano regolatore che non è un atto di ordinaria amministrazione, e la scelta e le conseguenze di tale scelta, è di matrice politica e saranno politiche. Venerdì sera, alla presentazione di un emendamento in aula che prevedeva una proroga ai termini per aderire alla rottamazione dei tributi, quella legge del Governo a cui il consiglio comunale di Cerveteri ha aderito all’unanimità meno il voto di Orsomando,  votando circa tre mesi fa una mozione del consigliere Lamberto Ramazzotti che la ha promossa, applicando questa volta alla lettera il regolamento e non tenendo conto di una prassi di consuetudine che quel consiglio ha più volte adottato sul filo del buon senso, non consente sia messo a votazione rendendolo di fatto inefficace. Lo scambio feroce di battute  c’è stato come era da aspettarsi.  Pascucci: «Era previsto un atto finalizzato a prorogare i termini di scadenza per quei cittadini che hanno ricevuto la cartella per la rottamazione delle morosità che hanno nei confronti dell’ente. L’atto in questione prevedeva di spostare il termine dalla metà di aprile al trenta di aprile. Durante l’analisi dell’atto, alcuni consiglieri, già in commissione bilancio volevano emendare la scadenza dal trenta aprile al trenta giugno. Come da consuetudine, l’emendamento proposto dalla commissione si è discusso in aula. Mentre ciò avveniva, il consigliere Ramazzotti ha fatto notare che ai sensi del regolamento la procedura non era giusta poiché gli emendamenti vanno presentati per iscritto 24 ore prima, cosa che la consuetudine dell’aula aveva sempre superato. Il presidente Orsomando raccoglie l’assist di Ramazzotti e a mio avviso impedisce la votazione dell’emendamento impedendo ai cittadini di avere più tempo per cominciare a pagare le cartelle da rottamare.  Orsomando poi tra l’altro, ha espresso voto contrario anche per la proroga al trenta aprile, unico voto contrario». Ma non solo. «Ha votato no – continua Pascucci – a tutti quegli emendamenti che consentono di modificare il piano triennale per far partire delle opere importantissime come l’acquisizione del campo sportivo del Sasso, la partenza del sistema di video sorveglianza, il finanziamento per il lungomare, il terzo lotto di illuminazione di Campo di Mare e tante altrecose».  Lamberto Ramazzotti che sembrerebbe colui che ha alzato la palla ad Orsomando, proprio lui che a suo tempo propose e fece approvare la mozione di adesione del comune alla legge di rottamazione, sentito in proposito, tende a precisare che il suo segnalare “l’irregolarità” che il sindaco ritiene superata dalla consuetudine dell’aula, è stato dettato dallo scrupolo che se l’atto approvato fosse poi stato oggetto di ricorso, si correva il rischio di perdere anche la proroga al trenta aprile. Orsomando, nel rivendicare la sua scelta come corretta in termini di regolamento citando in una nota articoli e norme procedurali, non citando affatto la consuetudine dell’aula verso la fattispecie citata da Pascucci, chiude la nota con una netta motivazione politica che spiega il suo voto contrario. Dice infatti: «E poi caro Sindaco, se ho votato contrario l’atto che proroga la rottamazione delle cartelle è  perché  non sono completamente convinto  sui cittadini che non hanno pagato le tasse a danno dei normali contribuenti». 
E tutti gli altri no?

To. Mo.

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