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Fantozzi: "Un museo dentro Torre Flavia"

La proposta di recupero del monumento di Ladispoli avanzata dal candidato del partito democratico: "Da discutere una ricostruzione con fondi europei"

La proposta di recupero del monumento di Ladispoli avanzata dal candidato del partito democratico: "Da discutere una ricostruzione con fondi europei"

LADISPOLI – La campagna elettorale a Ladispoli inizia a produrre i primi temi. Tra questo il recupero di Torre Flavia sulla quale si sono accesi i riflettori in questi ultimi giorni a seguito delle immagini da noi pubblicate e che dimostrano il completo stato di abbandono no di un rudere qualsiasi, bensì del simbolo della città di Ladispoli.

Ad aprire il dibattito è Fabio Fantozzi, che si sta candidando nella lista Pd per Marco Pierini. 

“Ricostruire Torre Flavia come un monumento distrutto dalla guerra? La Torre si trova in queste condizioni dopo che i tedeschi l’hanno presa a bersaglio nel ’44. Da allora il lento e inesorabile declino che, se non arrestato, porterà alla scomparsa del simbolo di Ladispoli”. Il messaggio appare chiaro. 

La Torre infatti verserebbe nel completo stato di abbandono e gli ultimi investimenti recenti non hanno mai visto la Torre come beneficiaria, ma soggetti che a vario titolo hanno condotto campagne di comunicazione dall’esito disastroso, come ampiamente dimostrato dalle nostre inchieste. Migliaia di euro che se invece fossero state spese per Torre Flavia oggi avrebbero portato qualche risultato almeno in termini di conservazione e messa in sicurezza.

Riguardo alla sostenibilità di una ricostruzione Fantozzi scrive: “Penso che con finanziamenti europei si possa discutere di una sua ricostruzione nella forma originale come avvenuto nel Dopoguerra per tanti monumenti significativi distrutti dalle bombe. Nella rinata Torre Flavia potrebbe essere allestito un museo che racconti la sua storia, quella delle torri costiere e della loro funzione comunicativa e quella dell’intera area su cui insistono strutture romane ed elementi legati alla pesca e all’estrazione del ferro. Il tutto all’interno di un percorso che contempli l’oasi naturalistica della Palude di Torre Flavia.”

Una idea che naturalmente arriva in aperta campagna elettorale e che al di là dell’argomento specifico potrebbe inaugurare un dibattito sui temi piuttosto che lo stucchevole confronto tra tifoserie a cui assistiamo quotidianamente e che non sembra produrre alcuna novità interessante.

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