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Marini: "Il Pd non fa alleanze"

Marini: "Il Pd non fa alleanze"

L’annuncio del candidato sindaco per fare chiarezza su alcune strane voci che sono circolate. «L’unico patto sarà con il popolo, con le realtà sociali e produttive, con l’associazionismo, con la parte viva e vera della nostra città»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Juri Marini è nervoso. Certo, la sua abilità comunicativa viene messa a dura prova dalla condizione forzata del “bue che è costretto a chiamare cornuto l’asino”. Di tutto quello che lui dice e di tutto quello che fa potrebbe essere considerato campione di buona fede se non si presentasse imperante il tarlo del dubbio, dovuto a cosa lui rappresenta, alle storie politiche che ci sono dietro, alle appartenenze notorie legate a quei vincoli di cui dice di aver liberato il partito. Al fatto che la sua legittima ambizione di rimettersi in gioco e ripetere l’operazione dell’ascesa allo scranno più alto della città, auspicando per se un maggiore successo dell’avventura precedente, lo ha consegnato, purtroppo a disegni che partendo da lontano, ora sfumano, ora intaccano, ora fanno soccombere l’immane sforzo che sta facendo. «Girano strane voci, messe in giro ad arte da qualche bontempone  – scrive in un comunicato Juri Marini –  di astruse alleanze che in qualche modo riguarderebbero anche il sottoscritto e il Pd. Invitiamo questi simpatici “trolls del sampietrino” a darsi pace. Io non ho alcuna intenzione di fare mezzo passo indietro e il Partito Democratico non fa alleanze con nessuno».  Bene, ci sentiremo di tranquillizzare Juri dandogli però un consiglio disinteressato, e cioè di accertarsi e di verificare la fonte dei trolls, la loro origine e i loro mandanti. E si può giurare che avrà delle sorprese. Potrebbe scoprire a malincuore di essere strumento ad uso e consumo di disegni a lui sconosciuti, tramati sopra la sua testa e alle sue spalle di chi, a differenza sua che vuole rinforzarlo e riportarlo tra la gente, lo svende, come ha sempre fatto per realizzare progetti di potere in alcova da anni che poggiano sulla trasversalità dalla quale vengono garantiti per pochi, ma non per tutti, rendite politiche e profitti. Juri Marini, se è in buona fede è soltanto accecato da tanti pregiudizi che ben manipolati gli hanno impedito di vedere quale fosse l’elemento nuovo e smarcante avvenuto in questa città azzannata da variopinti predatori sui quali coltivare i nobilissimi propositi che esprime ma nel suo comunicato dice un’altra cosa della quale egli stesso dovrebbe far tesoro: «la verità alla fine arriva sempre, impunita e dispettosa, a smentire i loro simpatici giochini. E qualcuno finisce pure per fare la figura del fesso». Si è mai chiesto Juri se quel congresso, quelle primarie, questa sua candidatura a sindaco, fosse soltanto uno step per arrivare alla richiesta di un suo passo indietro per raggiungere l’obiettivo di tutti gli obiettivi, far soccombere l’odiato Pascucci? Non è forse questo per chi lo sostiene il bene della città? E si può negare un sacrificio personale al bene della città? Ma Juri Marini è deciso «Non siamo interessati – dice – a rincorrere la solita accozzaglia di partiti e partitini, che ormai non rappresentano più niente e nessuno. L’unica alleanza che faremo è quella civica, con il popolo, con le realtà sociali e produttive, con l’associazionismo, con la parte viva e vera della nostra città».

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