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''Futuro Democratico'' con Alessio Pascucci

Il movimento di Alessandro Gnazi porta a compimento il ‘‘Patto del Tegolino’’. Il riscatto del Pd nella continuità del rispetto della legalità

Il movimento di Alessandro Gnazi porta a compimento il ‘‘Patto del Tegolino’’. Il riscatto del Pd nella continuità del rispetto della legalità

di TONI MORETTI

CERVETERI – Alessandro Gnazi sembra sia riuscito a concretizzare   ciò che era nato con il “Patto del Tegolino”. Era soltanto una cena dove con alcuni amici e molti simpatizzanti si  è voluto lanciare un messaggio di dialogo con l’amministrazione e il sindaco Pascucci. Questo dialogo ha portato al convincimento che il PD a Cerveteri doveva prendere quella strada per riacquistare consenso, credibilità e ritornare al suo ruolo centrale. E’ stato fatto. La politica ha un che di fascinoso quando esce dagli schemi tradizionali e soprattutto quando si riesce a dare sfogo ai grandi confronti sui grandi temi. Non esistono verità assolute perché gli uomini non hanno mai posseduto le verità assolute. Il confronto civile, all’interno delle regole ma soprattutto con un presupposto imprescindibile che è l’applicazione corretta e ragionata dei principi democratici, per chi la democrazia la frequenta di fatto e non solo di nome, cercando cioè di manovrarla e sottometterla ai propri voleri può portare a delle risposte che certe volte possono fare anche male ma che diventano salutari se si riesce a farsene una ragione e non si ostina a voler perseguire a tutti i costi per la sua strada, con i suoi metodi quando questi risultino improduttivi. In verità, il Partito Democratico, già dallo scorso turno amministrativo sta passando un brutto momento. La volta scorsa ha perso ben oltre tremila voti nominali. Il suo elettorato, la sua gente lo ha punito perché alcuni suoi elementi sono rimasti invischiati in un tentativo di corruzione, sventato, sentenziato e punito.  Aveva comunque bisogno di rifarsi una immagine, di riconquistare credibilità rinnovandosi nelle persone e nei fatti. La ragionevolezza avrebbe voluto che chi aveva palesemente sbagliato e avesse subito condanne, fosse allontanato, emarginato dal partito. Che il partito rientrasse tra la gente con l’animosità del cambiamento basato sulla condanna dell’accaduto, sulla necessità di condannare quegli episodi a prescindere e sulla necessità di un controllo per il futuro affinché ciò non avvenisse. Non certo ci si sarebbe aspettati che colui che ha sventato la corruzione che sarebbe costata ai cittadini oltre un milione di euro che si sarebbero spartiti in pochissimi, diventasse “ l’infame “ che ha mandato in galera qualche padre di famiglia, messo in mutande qualche imprenditore e reso malconcio qualche professionista e che avrebbe dovuto pagarla. Come pagarla? C’è da dire che  “l’infame” è stato identificato nell’attuale sindaco Pascucci, supportato e sostenuto da membri autorevoli del PD, da sempre vicino al partito, con una amministrazione sorretta da una lista di fuoriusciti dal PD, membro del consiglio metropolitano nella lista del PD ma che secondo la dirigenza del PD di Cerveteri non si doveva neanche parlare. Una componente grossa del partito, che si è contata in un congresso straordinario risultando essere la metà esatta poiché ha conquistato quindici membri del direttivo su trenta totali, ribellandosi a quello che nelle azioni e nella forma appariva sempre di più come un diktat partorito da una mente malata, oppure da una mente che voleva condurre verso un altro disegno, antico, vecchio, avvizzito, ma che avrebbe garantito per la sua sola esistenza rendite politiche personali per un tramonto più “ricco” di soddisfazioni. Nasce Futuro Democratico che si contrappone ad Unidem e avvia un confronto e un dialogo con Pascucci e l’amministrazione che venne definito come il famigerato “Patto del Tegolino”. Oggi nasce una lista di “Futuro democratico’’ che chiama a raccolta i potenziali elettori del PD che vogliono continuare una azione di continuità con il sindaco uscente Alessio Pascucci.

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