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Hcs e NewCo: pressing del Comune

Hcs e NewCo: pressing del Comune

Nel pomeriggio nuovo vertice al Pincio con i sindacati sul futuro delle municipalizzate. L'amministrazione comunale vuole un accordo entro il 12 maggio da portare poi all'attenzione del Tribunale. Una sorta di garanzia che però, ancora una volta, non sembra convincere tutte le parti sociali. In modo particolare l'Ugl  

CIVITAVECCHIA – Dopo le riunioni delle scorse settimane su numeri, livelli e mansioni dei lavoratori, con tagli ai superminimi e nuovi contratti, questo pomeriggio a Palazzo del Pincio si torna a parlare del futuro delle municipalizzate. L’amministrazione comunale vuole l’accordo con i sindacati. Un pressing che si è fatto più insistente in questi ultimi giorni: firma entro il 12 maggio. Una sorta di “garanzia” da portare poi all’attenzione del Tribunale per evidenziare la buona volontà di intervenire sul personale ed arrivare ai risparmi – che non corrispondono certo a quelli sperati inizialmente – perché, secondo quanto riferito dal Comune, senza questo accordo si rischia di non poter perfezionare la cessione del ramo d’azienda dalla vecchia società alla NewCo Civitavecchia Servizi Pubblici.

Una motivazione che non convince tutte le parti sociali, e soprattutto l’Ugl che non vuole assolutamente firmare un accordo al buio, “perché ancora si parla di numeri e si ragiona sulle tabelle dei lavoratori di Hcs e Città Pulita – ha ricordato il segretario confederale Fabiana Attig – ma non ci sono piani e progetti per la NewCo. Non capisco il perché di tanta fretta. È impossibile che senza l’accordo non si possa procedere con la cessione del ramo d’azienda. Sono due questioni che viaggiano su binari differenti, di cui uno già definito dal giudice. L’asta si è già svolta ed ha partecipato solo Civitavecchia Servizi Pubblici; inoltre il giudice ha già fissato la data per l’adunanza dei creditori. Noi – ha aggiunto – dobbiamo trattare sulla base di una riorganizzazione di un servizio che ancora non esiste, non c’è una macrostruttura, né un piano industriale per la nuova società. Nessuno finora ci ha convinti, tantomeno i tecnici, quei consulenti che ringraziamo del lavoro svolto, ma che si sono di fatto sostituiti al liquidatore Micchi che non si è mai presentato a queste riunioni”.

In tutto questo l’Ugl ricorda come l’articolo 19 del decreto Madia, già attuativo, deve indirizzare tutto il lavoro di sindacati ed amministrazione sul personale e la riorganizzazione dei servizi, strettamente legati l’uno all’altro. Bisognerà quindi capire di cosa si andrà a discutere questo pomeriggio a Palazzo del Pincio e che tipo di posizione intenderanno prendere le diverse sigle sindacali.            

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