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Hcs, interviene il Giudice. Inutile la trattativa con i sindacati

Hcs, interviene il Giudice. Inutile la trattativa con i sindacati

Già autorizzato il passaggio del ramo di azienda alla Newco, con i dipendenti che transiteranno secondo quanto previsto dal codice civile. Non serve più la firma dell'accordo con i sindacati. Dopo 3 anni e centinaia di migliaia di euro spesi in consulenze, nasce un'altra società con i costi del personale uguali alla situazione precedente. Grasso: "Si concretizza il nulla del piano di Savignani. Abbia il buon gusto di dimettersi". Ricorsi dei creditori alla magistratura. L'INTERVENTO DI MARIETTA TIDEI 

CIVITAVECCHIA – La frittata HCS è … servita. Non sono bastati tre anni di riunioni interlocutorie e di annunci di Assessore, Liquidatore e Sindaco ad evitarla. La avevano prevista tutti, ed oggi è stata servita ufficialmente. Ma andiamo con ordine.

Come noto, da oltre tre anni, uno stuolo impressionante (e costosissimo) di liquidatori, amministratori e consulenti è accorso al capezzale del malato HCS. Due anni sono passati letteralmente in chiacchiere, con il paziente che pian piano si andava aggravando. Le perdite certificate al 31 dicembre 2015 avevano superato la quota (record per Civitavecchia) di 52,7 milioni di euro, certamente aumentati nell’ultimo anno e mezzo. C’è chi parla di 60 o 70 milioni … anche perché la amministrazione “trasparente” occulta ogni singolo documento.

Sta di fatto che, in appena due anni, milioni di euro spesi in consulenze, incarichi, ecc. Savignani e Micchi riuscirono a completare la tabella dei debiti delle società. Si presentarono al Tribunale per depositare il cosiddetto concordato preventivo. Era giugno 2016.

Dopo un anno, al Comune si è continuato a chiacchierare senza costrutto. Ma il Tribunale è andato avanti. Il 19 aprile scorso ha così tenuto l’asta (contestatissima dai creditori) per la cessione del ramo di azienda. All’asta non si è presentato nessuno ed il Giudice ha ovviamente trasferito il ramo di azienda “HCS” alla new co.

Cosa succede ora, ci si chiederà ??? Assolutamente niente.

“Cade semplicemente il mastodontico muro di bugie della maggioranza – attacca il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso -. Si va verso la situazione che da mesi vado ripetendo: il piano Savignani ha prodotto un’altra Hcs, senza ridurre i costi del personale e senza alcuna prospettiva, per la nuova azienda, di non fare in poco tempo la stessa fine delle altre municipalizzate. E’ stato tutto scaricato sulle spalle dei creditori, che a questo punto molto probabilmente determineranno il fallimento della società, e dei cittadini di Civitavecchia che pagano tasse sempre più alte a fronte di servizi ormai addirittura quasi inesistenti”.

Da settimane Sindaco e Assessore minacciano (con il paradossale appoggio della CGIL) che se i Sindacati non dovessero accettare le singolari condizioni proposte (retrocessione per alcuni dipendenti e “promozioni” per altri, definite in base a non meglio precisati criteri) il Giudice non avrebbe trasferito il ramo di azienda e successivamente avrebbe decretato il fallimento della HCS srl. Addirittura, a sentire qualcuno vicino al “cerchio magico”, sarebbero stati licenziati tutti i dipendenti.

Ora può affermarsi ufficialmente come sia tutto falso. L’assegnazione dei servizi e del ramo di azienda di Hcs c’è già stata. Qui sta la prima parte della “frittata”. Savignani e co. con le loro liste di promossi e bocciati, avevano prospettato ad un gruppo di dipendenti “scelti” un aumento di livello ed inquadramento, potendo contare sull’accordo sindacale per penalizzare un altro gruppo di dipendenti.

Già questa mattina Ugl aveva anticipato che non avrebbe firmato tale ipotesi di accordo. E altre sigle probabilmente avrebbero fatto altrettanto, siolando la Cgil. Ora però non serve più nessun accordo sindacale.

I rami di azienda sono stati assegnati, fine delle discussioni. Tutti i dipendenti passeranno direttamente alla new co. secondo quanto previsto dal codice civile. I 5 stelle sono riusciti quindi a creare una “HCS 2”, identica alla precedente … ci hanno messo tre anni. Anzi qualora non riuscissero a tornare indietro rispetto alle promesse fatte “ai migliori dipendenti” … la HCS 2, invece di contenere i costi del personale, li vedrà nettamente aumentati… insomma un capolavoro.

Ma i guai non sono finiti qui. I creditori, legittimamente infuriati per aver visto scaricato su di loro il peso della “ristrutturazione” attraverso il concordato, stanno facendo ricorso alla magistratura per denunciare quanto subito. E secondo alcune indiscrezioni, i primi riscontri sembrano legittimare le denunce dei creditori.

Appare quindi sempre più probabile che i creditori non voteranno favorevolmente al concordato, fissato per 12 luglio, dopo l’ennesimo rinvio. In molti invece di aspettare il pagamento dell’esigua percentuale del dovuto tra il 2018 ed il 2023, preferiranno evidentemente attendere la prossima amministrazione per cercare di accordarsi sulla base di condizioni che anche in caso di fallimento potrebbero paradossalmente essere meno sfavorevoli. A questo punto, si che il disastro sarebbe completo.

Oltre a ritrovarsi con una HCS 2, Sindaco e Giunta si troveranno a fronteggiare un inevitabile fallimento di HCS. Gli atti saranno obbligatoriamente trasmessi alla Procura della Repubblica che dovrà necessariamente verificare l’eventuale sussistenza di ipotesi di bancarotta fraudolenta o preferenziale, i reati “societari” più gravi previsti dall’ordinamento.

“A fronte di questo capolavoro – conclude Grasso – il minimo da attendersi sarebbe di avere subito le dimissioni di Savignani sul tavolo del Sindaco e che poi anche quest’ultimo prendesse atto del fallimento del suo piano e traesse a sua volta le dovute conclusioni”.

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