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Matteo Monaco salva un surfista restituito dalla risacca

CERVETERI – Si registra ancora l’ottimo servizio di vigilanza e di salvamento da parte dei bagnini in forze agli stabilimenti balneari di Campo di Mare. Un presidio di sicurezza irrinunciabile in quanto quella spiaggia è oggetto di visite costanti e di autentico affollamento anche nei weekend di famiglie proprietarie di seconde case nella frazione marina, di appassionati  surfisti che la frequentano in quanto quella spiaggia ha le caratteristiche giuste per quello sport. Ancora una volta Matteo Monaco l’addetto al salvamento a mare in forza allo stabilimento dell’Associazione Nautica, che già in altre occasioni si è distinto per aver salvato vite umane mostrando competenza e capacità di sprezzo del pericolo, si è reso questa volta provvidenziale con la sua semplice presenza. Erano circa le sette e mezza del mattino quando ispezionando il tratto di spiaggia a lui affidato, si vede restituire dalla risacca una tavola da surf, alla quale era come legato un surfista bocconi nell’acqua che non dava segni di coscienza. Continua egli stesso al telefono: «A quella vista ho percepito subito che c’era qualcosa di anomalo e che non andava. Quindi mi sono recato nel punto  dove la risacca aveva restituito quel corpo e mi accorsi subito che la persona di circa trenta anni, a me sconosciuta perché mai notata tra i clienti abituali, stava in difficoltà senz’altro a causa di un incidente che aveva avuto con la tavola da surf. Lo tirai fuori dall’acqua, lo trascinai in spiaggia, lo adagiai e mi accorsi che era successo qualcosa alla gamba sinistra dove si vedeva chiaramente dalla postura che l’osso si era disarticolato dall’anca. Non c’è stato bisogno di fare nessuna manovra in quanto appena girato ha tossito e ripreso conoscenza, quindi mi sono limitato a chiamare il 118  e in circa dieci minuti è arrivata una ambulanza che ha provveduto al trasporto del ferito all’ospedale di Bracciano. Naturalmente ho avvertito anche la Capitaneria di Porto e la Polizia locale. Sulla base della mia esperienza posso ipotizzare quanto è avvenuto. Rimasta impigliata la gamba alla tavola, la stessa ha fatto un effetto come se la gamba fosse stata pressata come quando si chiude un libro, imponendo la forza che la ha disarticolata».  Con la solita modestia Matteo dice di non aver fatto nulla e sembra non si renda conto di quanto preziosa ed importante sia stata la sua presenza lì, a quell’ora a guardare e vigilare sul mare.

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