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Hcs-NewCo: ancora un nulla di fatto

Hcs-NewCo: ancora un nulla di fatto

Nessun accordo tra sindacati ed amministrazione comunale. Dubbi e criticità nella bozza di intesa preparata dal Pincio. Il gruppo consiliare del Pd presenta un'interrogazione urgente e lo Sportello dei COnsumatori si rivolge a De Leva per avere chiarimenti, invitando la giunta Cozzolino ad assumersi ogni responsabilità VIDEO

CIVITAVECCHIA – Ancora un nulla di fatto. Nessun accordo è stato raggiunto al termine della riunione fiume di ieri al Pincio tra amministrazione e sindacati sul passaggio dei lavoratori da Hcs e sot alla NewCo Civitavecchia Servizi Pubblici. Evidentemente la bozza di intesa – da sottoporre poi ai lavoratori nel corso dell’assemblea – non ha convinto le parti sociali, che hanno riscontrato diverse criticità nel documento. Amministrazione e consulenti sono di nuovo al lavoro per rivedere quanto possibile la bozza, con la riunione che è stata aggiornata a venerdì mattina, per cercare di raggiungere un qualche risultato.

Nel frattempo il gruppo consiliare del Pd ha presentato un’interrogazione urgente a Sindaco ed assessore per chiedere “se, secondo quanto previsto dall’art. 2112 del codice civile, il percorso seguito dall’amministrazione comunale consente a tutti i dipendenti di mantenere, nel passaggio alla NewCo, tutti i diritti acquisiti nelle precedenti società e se quanto sopra dovesse trovare fondamento, con quale criteri si ritiene di intervenire per riequilibrare una gestione della NewCo che altrimenti – si legge – anche al netto dei debiti pregressi che verranno addossati ai vecchi creditori, non potrebbe far altro che continuare a generare sofferenze di bilancio insostenibili per la comunità”. Marco Piendibene, Rita Stella e Marco Di Gennaro, alla luce dei dubbi non ancora dissipati sulla delicata vicenda delle municipalizzate cittadine, sottolineano inoltre come “l’ondivago atteggiamento di questa amministrazione sul tema delle partecipate è dimostrato anche dalla posizione espressa su Ippocrate che nel 2016 – hanno aggiunto – stante la rilevanza sociale delle farmacie comunali, doveva essere sanata mentre, dopo un solo anno, viene posta in liquidazione. Tutte queste incertezze possono condizionare le norme di concordato e che se queste non andranno a buon fine i creditori potranno di fatto dare inizio alla procedura di fallimento. È necessario che in questa vicenda l’Amministrazione Comunale, una volta per tutte – hanno concluso – possa dare prova di trasparenza anche al fine di attenuare la preoccupazione dei lavoratori che sinora hanno visto gestire la vertenza delle partecipate con approssimazione ed imperizia”.

E per avere maggiori chiarimenti sull’intera vicenda, anche alla luce dell’udienza del 19 aprile scorso, è stato lo Sportello dei  Consumatori a rivolgersi direttamente all’amministratore unico di Csp Francesco de Leva e chiamando la Giunta Cozzolino alle proprie responsabilità. “Sotto il profilo meramente tecnico – ha spiegato quest’ultimo – il passaggio dei rami di azienda dovrà avvenire con un contratto di acquisto che prevede da una parte la capacità finanziaria di Csp di pagare i rami di azienda, e dunque una preventiva capitalizzazione della stessa, dall’altra l’equilibrio economico finanziario del nuovo bplan della società per evitare di “violare” la legge Madia: per questo secondo punto la trattativa sindacale e il raggiungimento di un risparmio sul costo del lavoro risulta una “conditio sine qua non”.

“Secondo De Leva – hanno spiegato dall’associazione – senza un accordo sindacale per ridurre i costi del lavoro salta tutto, Hcs fallisce,  portandosi forse dietro il Comune e, sottinteso, la colpa è apparentemente dei sindacati. Diciamo “apparentemente” perché, nella realtà dei fatti, questa Giunta, scegliendo come strumento quello della cessione del ramo aziendale, semplicemente se ne lava le mani sia delle esigenze dei lavoratori sia, fatto ancor più grave, delle esigenze dei cittadini.  Il Comune non lascia liberi i sindacati nemmeno di decidere, discutendo con la base,  chi dovrà sacrificarsi rinunciando a parte del diritto e in che termini rinunciarci, ma gli fornisce già un piano di ridimensionamento preconfezionato lasciando loro  il mero compito di farlo “digerire” ai lavoratori. Che questa Giunta, a dispetto dell’uno vale uno, non avesse in realtà alcun rispetto delle forze sociali lo avevamo capito da tempo – hanno aggiunto – ma che arrivasse addirittura a tentare di strumentalizzarle dando loro la colpa di decisioni già prese non ce lo aspettavamo”.

Lo Sportello dei Consumatori invita quindi la Giunta ad assumersi le proprie responsabilità, rinunciando all’accordo sindacale, definito come “comodo cuscinetto” e proponendo ad ogni singolo lavoratore di firmare l’accordo con cui rinuncia ai diritti.

“Questa Giunta non si è assunta la responsabilità di fare ciò che si doveva, e cioè trovare un percorso per chiudere definitivamente l’esperienza Hcs – hanno sottolineato – e la sua irragionevole gestione dei servizi, permettendo alla città di ripartire da capo con una Csp senza vincoli. “La Giunta ha messo i sindacati di fronte ad una scelta: o piegarsi alla volontà del Comune o far saltare tutto. Auspichiamo che le parti sociali – hanno concluso dallo Sportello dei Consumatori – scelgano la libertà e non svendano la città per tutelare quei pochi che, forse, occupano in Hcs posizioni senza averne titolo”.

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