Pubblicato il

Si parla di omicidio stradale all’aula Pucci

Si parla di omicidio stradale all’aula Pucci

Interessante convegno sul tema organizzato dall’istituto Stendhal in collaborazione con l’Afap e la Polizia di Stato rivolto ai neo patentati. Lerario: “Voi siete la civiltà di domani”

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Si parla di omicidio stradale all’aula Pucci. Grazie all’istituto Stendhal è stato organizzato un interessante convegno con la collaborazione dell’associazione Afap, rappresentata dal suo presidente Antonio Capuozzo, e della Polizia di stato per sensibilizzare i neo patentati sull’omicidio stradale e su tutte le novità legislative introdotte recentemente.

Nel corso dei lavori è intervenuto l’avvocato penalista Patrizio Alecce del Foro di Roma che ha spiegato ai ragazzi i rischi e le pene legate alla nuova legge. Le sanzioni vengono suddivise in tra tipologie: la prima è quella base ed è prevista una pena dai 2 ai 7 anni, la seconda viene applicata nel caso in cui il conducente sia sotto effetto di droghe o stato di ebbrezza grave (1,5 grammi per litro) e prevede dagli 8 ai 12 anni mentre per la terza dai 5 ai 10 anni (in caso di ebbrezza lieve ed altre specifiche violazioni del codice della strada). Sono previste anche delle circostanze aggravanti che aumentano la pena fino a due terzi.

“Non voglio spaventarvi – ha detto Alecce rivolgendosi ai ragazzi – ma le pene sono molto dure e, che siano più o meno giuste, sono queste e bisogna prenderne atto”. Altro elemento approfondito è la difficoltà nel riottenere la patente, una volta sospesa o revocata. Si è parlato dell’arresto in flagranza che può essere obbligatorio, se presenti aggravanti, o facoltativo e sempre possibile, anche se il soggetto si è fermato a prestare soccorso.

In caso di fuga vengono applicate delle aggravanti fino a 20 anni. È stato inserito anche il delitto di lesioni stradali che prevede dai 3 ai 6 mesi per lesioni gravi e da 1 a 3 anni per gravissime. L’avvocato ha ricordato che la Polizia può procedere al prelievo coattivo anche solo con un’autorizzazione verbale del Pm.

Per la Polizia stradale hanno parlato il sostituto commissario Roberto Ferilli, l’ispettore superiore Claudio Paolini ed il sovrintendente Massimo Margioni. “Le lesioni gravi o gravissime sono perseguibili d’ufficio – ha detto Ferilli – mentre il prelievo coattivo può risultare fondamentale per sapere se il conducente ha assunto sostanze o meno ai fini dell’arresto e delle indagini”. Il sostituto commissario e comandante della Stradale di Settebagni (Roma) ha concluso ricordando ai ragazzi come sia facile provocare lesioni gravi, invitandoli ad una maggiore responsabilità alla guida. Un invito condiviso da Paolini, comandante della Stradale di Cerveteri – Ladispoli e da Margioni.

Gli agenti hanno anche sottolineato come un sempre maggiore uso degli smartphone alla guida abbia fatto aumentare gli incidenti.

A chiudere i lavori è stato Antonio Lerario che ha perso suo figlio in un incidente stradale. L’uomo, autore di molti libri sull’argomento e fondatore dell’associazione familiari vittime della strada e L2, con le sue toccanti parole ha invitato i ragazzi presenti a farsi “testimoni di chi vuole vivere sulla strada in maniera corretta, perché la sicurezza in strada è questione di cultura e voi – ha concluso con la voce rotta dall’emozione – siete la civiltà di domani”.     

ULTIME NEWS