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Calenda ottimista, uscita dal carbone possibile tra il 2025 ed il 2030

Calenda ottimista, uscita dal carbone possibile tra il 2025 ed il 2030

Il Ministro dello Sviluppo tecnologico ha spiegato che i costi dell'operazione si aggirano intorno ai tre miliardi di euro

CIVITAVECCHIA – Il Ministro dello Sviluppo tecnologico Carlo Calenda è ottimista: l’uscita totale dal carbone nel quinquennio 2025 – 2030 è possibile.

Questo è quando dichiarato dal Ministro nel corso di un’audizione alla Camera nella mattinata riguardante la strategia energetica nazionale. Ma Calenda è stato chiaro, i costi per uscire dal carbone si aggirano intorno ai tre miliardi di euro e, inoltre, ci sarà la necessità di affrontare il tema delle tempistiche autorizzative per le nuove strutture. Ancora nulla di certo, quindi, stando a quanto detto dal Ministro e ancora molto da definire.

Nei giorni scorsi durante la riunione del tavolo permanente sull’occupazione a Palazzo del Pincio Enel aveva ribadito l’importanza della centrale di Torre Valdaliga nord.

“È un impianto strategico per il paese – dichiaravano i rappresentanti del colosso energetico Fabrizio Iaccarino e Pierluigi Fratarcangeli – il futuro di un sito è un percorso che va tracciato per tempo ed oggi non è all’ordine del giorno per Enel. Con le mille persone al giorno impegnate dentro e attorno alla centrale, confermiamo quotidianamente il nostro impegno”.

L’impianto di Civitavecchia, quindi, è e rimarrà ancora per diverso tempo un punto di riferimento. Bisognerà quindi attendere anche se la data del 2030 non è molto lontana da quel 2034 previsto dall’autorizzazione integrata ambientale della centrale di Tvn. 

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