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Marini: "Difenderò il simbolo del Pd anche se lasciato solo"

Marini: "Difenderò il simbolo del Pd anche se lasciato solo"

Il candidato sindaco frena così ogni tentativo o richiesta di confluire in un’altra coalizione

di TONI MORETTI

CERVETERI – Una lunga, chiara e leale chiacchierata è stata quella fatta con Juri Marini, candidato sindaco del PD locale, che è stato non solo nell’ultimo periodo ma da quando ha vinto le primarie, protagonista indiretto di nubi gassose, a volte di chiacchiere, a volte di sospetto contenuto tossico e letale che gli orbitavano intorno, insidiose quanto lo può essere ogni cosa della quale non ti accorgi o sottovaluti in campagna elettorale. Juri, perché ha voluto, a distanza di cinque anni o giù di lì, riprovare l’esperienza a ricandidarsi a guidare la città. Questa volta però con un PD che non è nelle migliori condizioni?  «Sono stato avvicinato da una parte consistente del partito che mi ha proposto di accettare di misurarmi alle primarie, cosa prevista dallo statuto dello stesso e dopo aver spiegato che lo avrei fatto esclusivamente per riqualificarne il ruolo, in continuità con tutto ciò che avevo negli anni passati prodotto sui social a favore del partito e di Renzi, ho accettato». Un’altra buona parte del suo partito ha ritenuto che la strada fosse quella di un discorso di continuità con un sindaco già di centro sinistra, verso il quale c’era chiusura illimitata.  «Da parte mia non c’è mai stata, tanto che falconi, appena eletto segretario ha invitato Pascucci a misurarsi in delle primarie di coalizione ne Pascucci ha risposto a strettissimo giro mettendo un muro. Ciò non poteva essere accettato dal PD». Circa le voci che davano il partito democratico pronto a rivedere i suoi schemi fondendosi con una coalizione moderata per fare una grande squadra vincente? «Non nego che il tentativo ci sia stato, ma sin dai tempi di quando era in ballo la candidatura di Tidei.  Era lui che ipotizzava tale progetto». Ma a noi risulta che si sia insistito fino a questi giorni. «E’ vero, ho sentito e avvertito questo tentativo ma non mi sono nemmeno lasciato tentare dall’idea. Avevo scelto per riportare il partito al ruolo di protagonista ed ho messo tutta la mia determinazione, e le assicuro che è tanta per non indietreggiare, e non lo farò anche se dovessi rimanere da solo». Pensa che tanto sia stata una delle cause della brutta uscita del consigliere De Angelis? «No, penso che le motivazioni di De Angelis siano solo a livello personale, D’altronde lo si legge nella sua stessa lettera quando entra in netta contraddizione nel elencare l’ottimo lavoro fatto nel partito per subito dopo denigrarlo. Ci trovo molto poco di politico in quello che ha fatto. Non ha fatto danno se non a se stesso». Circa il programma avrete modo di dirvene di tutti i colori in questa campagna elettorale ma la madre di tutte le questioni, la vicenda Ostilia e comune, può darci una idea di soluzione? «Io penso che la questione sia sganciarsi dai poteri forti. Ciò che non mi quadra in Pascucci è che con le azioni che ha fatto ha soltanto cambiato sponda. Vedi cosa ha fatto con la zona artigianale. Ha cancellato il centro commerciale della Beca, legato ad un potere forte per trasportarlo a poca distanza quasi identicoper favorire indirettamente un potere forte contrapposto al primo. Io dico che bisogna sganciarsi da tutti questi poteri agendo sulla trasparenza e sulla legalità».  
 

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