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Sequestrata discarica abusiva in zona S. Paolo

Sequestrata discarica abusiva in zona S. Paolo

Operazione condotta dalla Polizia locale in un boschetto adiacente le ville dei sinti confiscate dalla Dia. Il comandante Scarpellini: «Il sito, di circa trecento metri quadrati, era occultato e difficilmente raggiungibile; dopo circa un mese di appostamenti si è proceduto contro ignoti e trasmesso gli atti alla Procura di Civitavecchia»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Era da circa un mese che la Polizia locale, in un luogo intricatissimo e difficile da raggiungere, all’interno di un boschetto, alle spalle del rione S. Paolo, e a ridosso delle ville confiscate di recente ai sinti dalla DIA, perché ritenute profitto di attività illecite e criminali, aveva rilevato una discarica abusiva. In un avvallamento del terreno che si connotava simile ad un fosso, si vedevano cumuli di rifiuti di ogni genere: ingombranti, ferro, batterie di auto, materiale da risulta, igienici, vecchi elettrodomestici tra cui frigoriferi e televisori, copertoni di auto, insomma una miriade di materiali, alcuni anche pericolosi, complicati da smaltire e da riciclare, abbandonati lì alla rinfusa. Il comandante Marco Scarpellini, predispone allora degli appostamenti nella speranza di intercettare chi andava a scaricare quei materiali in quel luogo in quanto si era fatta l’idea che intorno al sito si svolgeva un traffico di natura illecita e che quei materiali fossero il frutto di ristrutturazioni o addirittura di costruzioni abusive i cui committenti, per evitare ogni forma di tracciabilità, rinunciavano a rivolgersi al servizio dell’azienda che gestisce il ritiro di quel tipo di materiale affidandolo magari ad un trafficante, o ad una organizzazione di trafficanti che avevano ben pensato di utilizzare quel luogo nascosto ed impervio per l’abbandono. Sfortunatamente gli appostamenti non hanno dato esito per tanto il comandante della Polizia locale passa all’azione e ne ordina il sequestro. Dice Scarpellini: «Abbiamo fatto un sequestro contro ignoti». Perché? Non si sa di chi è il terreno?  «Si sa di chi è il terreno, abbiamo scoperto noi il proprietario ma l’interessato non pensava assolutamente che quel terreno gli appartenesse. Noi sospettiamo comunque che in quel terreno vi abbiano operato i vicini sinti e lo proveremo attraverso le indagini in corso. Rovisteremo tra i rifiuti e vedremo se si trova qualche responsabile indiretto. Il sito interessato era occultato, difficilmente raggiungibile ed interessava almeno trecento metri quadrati di terreno. Abbiamo provveduto quindi a sequestralo e a trasmettere il tutto alla Procura di Civitavecchia».

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