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Arditi contro: da compagni d’arme a nemici

Arditi contro: da compagni d’arme a nemici

Augello: "Diversamente da quanto si ritiene sia quelli del popolo che quelli fascisti hanno una matrice ed un percorso comune". Successo per la presentazione del libro, frutto di quattro anni di ricerche storiografiche, organizzata dall’associazione Dim e moderata dal giornalista Luca Telese. Pubblico affascinato dalle parole dell’autore  che ha ricostruito quegli anni complessi VIDEO

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Presentato il libro “Arditi contro. I primi anni di piombo a Roma 1919-1923” del senatore Andrea Augello. Il testo è il frutto di quattro anni di ricerche. L’evento è stato organizzato dall’associazione Donne in movimento di Civitavecchia, rappresentata da Simona Galizia e Selena Tomei, e presentato dal giornalista Luca Telese. Augello ha affascinato il numeroso pubblico presente con alcuni dei numerosi aneddoti contenuti nel suo libro e spiegando il perché del riferimento agli anni di piombo.

“Tutto quello che poi accade negli anni successivi ha una sua data di nascita – ha detto – e gli anni di piombo nascono tra il 1919 ed il 1923 nello scontro che oppone il Fascio di combattimento romano agli Arditi del popolo”. Una storia complessa e interessante che vede ex compagni di trincea scontrarsi con violenza. “Diversamente da quanto  comunemente si ritiene sia gli Arditi del popolo che quelli fascisti hanno non solo una matrice comune ma un percorso comune – ha spiegato Augello – fino di fatto ala primavera del 1921. Insieme condividono progetti insurrezionali e rivoluzionari, il sostegno alla causa di Fiume, l’organizzazione dell’invio clandestino di volontari, le sottoscrizioni per sostenere quella causa e quel tentativo di push che ci fu con l’assalto al Forte Pietralata a Roma. Accadeva tra persone con legami personali molto forti, poi con la caduta di Fiume e del sogno di D’Annunzio questa aggregazione non regge più, sostanzialmente si divide tra una destra e una sinistra e purtroppo la parola passa alle armi”.

Civitavecchia è un punto focale e di svolta per la storia degli Arditi. “Per Civitavecchia questa storia passa lasciando segni profondissimi. Ci sono i morti del 19 maggio 1921, tre antifascisti, dopo uno scontro violentissimo con i fascisti venuti da Roma e poi questa scia di violenza si prolunga fino al 1922 – ha continuato il senatore – c’è la spedizione che viene da Grosseto respinta uccidendo due fascisti e poi l’assalto finale dei fascisti in città, con la giunta costretta alle dimissioni e altri cinque morti. Questo solco di sangue che attraversa Civitavecchia fa di questo luogo un crocevia importante di questa storia – ha concluso l’autore – anche perché è proprio ai fatti del 19 maggio che si deve la rottura definitiva tra gli Arditi e la nascita degli Arditi del popolo”. Un minuzioso lavoro di ricostruzione volto a rendere più comprensibile la storia di quegli anni, come confermato da Telese. “Una ricostruzione molto bella e priva di pregiudizi – ha detto – un bell’affresco pieno di personaggi di maschere, di cose incredibili e di analogie con il presente che ricostruisce la storia incredibile, violenta e affascinante della scissione fra gli Arditi”.

Simona Galizia, per Dim, ha aggiunto: “La nostra associazione dall’anno scorso ha iniziato ad organizzare gli eventi di cultura come le presentazioni dei libri, quest’anno è stata la volta del senatore Augello e del suo libro che parla di avvenimenti accaduti a Civitavecchia, una storia importante che deve essere letta”.

Al termine dei lavori è intervenuto Manlio Luciani, nipote e omonimo del celebre ardito del popolo civitavecchiese. “Mio nonno era un anarchico ed un libertario e non ha mai abbandonato la sua posizione, per quanto difficile fosse. Bisogna mantenere vivo il ricordo di questi uomini – ha detto Luciani – perché trasmettono valori indelebili”.

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