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È bufera sulla quota mensa

È bufera sulla quota mensa

Fiumicino. Non residenti in rivolta a Tragliatella: "Così siamo tartassati ingiustamente". I bambini dei comuni limitrofi, anche se solo per pochi chilometri, pagano di più. La sollecitazione dell’associazione “Diritti di cittadinanza del Lago”

TRAGLIATELLA – L’associazione “Diritti Cittadinanza del Lago” raccoglie la protesta dei genitori degli alunni che erano iscritti nell’anno scolastico 2012/13alla scuola primaria di Tragliatella, in via delle Pertucce, (ubicata nei pressi dei confini comunali di Roma, Anguillara, Bracciano e Cerveteri) costretti a pagare il servizio di mensa scolastica più degli alunni che hanno frequentato la stessa scuola, ma erano residenti nel comune di Fiumicino, o di quanti frequentano le scuole degli altri comuni.
“Diverse sono state le segnalazioni giunte in questi giorni dalle famiglie dei ragazzi residenti nei comuni limitrofi, che avevano frequentato e frequentano la scuola di Tragliatella – commentano i responsabili dell’associazione– e che ora si trovano nella condizione di essere tartassate da richieste debitorie dal comune di Fiumicino”.
“La scuola di Tragliatella è stata sempre un punto di riferimento della zona, e ha visto negli anni gli alunni provenire dai vari insediamenti abitativi che si trovano, amministrativamente, in comuni diversi. A partire dall’anno 2012/13, il Comune di Fiumicino aveva stabilito unilateralmente, ad anno scolastico già in corso, l’aumento del servizio mensa, facendola pagare per intero ai ragazzi non residenti, con la quota pro-capite di euro 4,30, contro la cifra di euro 2,50 per i residenti, ponendo un disparità di trattamento notevole nell’erogazione di un servizio scolastico, come la mensa che dovrebbe essere garantito a tutti.
Ad alcuni genitori, che avevano a suo tempo impugnato il provvedimento tardivo del Comune di Fiumicino, continuando a pagare la quota stabilita a inizio anno, sono giunte in questi giorni delle ingiunzioni di pagamento per la differenza non corrisposta.
Le bollette sono state recepite come un balzello insopportabile, che stride con l’articolo 3 della Costituzione, secondo il quale “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Rimane per noi – concludono i componenti dell’associazione “Diritti Cittadinanza del Lago”- una questione di principio importante, ed è proprio per questo che ci stiamo attivando in un percorso per verificare un’azione legale nei confronti dell’amministrazione di Fiumicino.”

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