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Sindacati al lavoro sulla bozza di accordo

Sindacati al lavoro sulla bozza di accordo

Irricevibile la proposta del Pincio. Così l'hanno definita le parti sociali impegnate a trovare una alternativa percorribile. Sagarriga (Cisl): "Diverse le trappole per noi". La Fiadel rende noto il parere di un proprio legale che evidenzia gravi criticità nell'ipotesi di accordo redatta dall'avvocato Calza 

CIVITAVECCHIA – Irricevibile. Così i sindacati hanno definito la proposta di accordo giunta da Palazzo del Pincio e riguardante il passaggio dalle vecchie municipalizzate alla Newco Civitavecchia Servizi Pubblici. L’incontro con l’amministrazione previsto per venerdì è slittato alla prossima settimana, ma i sindacati ne hanno approfittato per sedersi allo stesso tavolo e discutere dell’ipotesi di intesa inviata dal Comune, cercando soprattutto di trovare una alternativa che sia percorribile, sotto i vari punti di vista. 
«Perchè quello che ci è stato presentato – ha spiegato il segretario della Cisl Paolo Sagarriga Visconti – è un documento con diverse trappole per noi, con delle vere e proprie bucce di banana che ci potrebbero esporre anche a responsabilità personali». Responsabilità perseguibili sotto il profilo civile e penale, come sottolineato anche dall’avvocato Luca Salvoni al quale la Fiadel si è rivolta per un parere legale. 
«La bozza redatta dall’avvocato Aldo Calza presenta gravi criticità» si legge nel parere.  E questo era ben chiaro. Soprattutto i sindacati non comprendono la fretta imposta dall’amministrazione comunale per la firma di un accordo che presenta ancora molti dubbi. Soprattutto si tratta della prima bozza ufficiale, messa nero su bianco, dopo tre anni di riunioni interlocutorie. Le diverse criticità evidenziate riguardano, ad esempio, la questione legata al jobs act, con la necessità di prevedere una clausola che escluda espressamente l’applicazione del nuovo articolo 18 per tutelare la stabilità di tutti i rapporti di lavoro del personale oggetto di trasferimento. Si passa poi ai super minimi per i quali viene ribadita la necessità di un accordo individuale e non di uno collettivo, passando agli inquadramenti contrattuali individuali «possibili solo – si legge – in esito ad un approfondito esame della mansione concretamente svolta nonché di quella che sarà svolta dal lavoratore nella nuova struttura, in funzione dell’organigramma della società cessionaria». Per finire poi con l’impossibilità di  definire nuovi accordi sui contratti dirigenziali. «Considerati i sacrifici chiesti ai lavoratori – ha aggiunto Sagarriga – chiediamo un’assunzione di responsabilità di tutte le parti in causa, convinti che al contenimento dei costi del lavoro, debbano affiancarsi altri contenimenti di costi, come affitti, contenziosi aperti, centrale unica degli acquisti, ma soprattutto l’aumento dei ricavi per la nuova società. In questo senso la piattaforma che presentammo mesi fa rimane un punto di riferimento».

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