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Grimaldi: "Svolta per il porto solo se resta competitivo"

Grimaldi: "Svolta per il porto solo se resta competitivo"

Il manager del gruppo partenopeo Costantino Baldissara: "Mi auguro che si possa aprire una ulteriore pagina positiva per lo scalo, ma dipenderà da diversi fattori. I risultati ottenuti finora sono il frutto di un progetto realizzato grazie all'impegno dell'ex presidente Pasqualino Monti"

CIVITAVECCHIA – “Mi auguro che ci possa essere l’apertura di una pagina ulteriormente positiva per il porto di Civitavecchia, ma questo dipenderà da diversi fattori, primo fra tutti la conferma della competitività degli anni scorsi”.

Il Commercial, Logistics & Operations Director di Grimaldi Group Costantino Baldissara risponde così a chi gli chiede quali siano le prospettive del Network, alla luce degli ultimi dati di traffico appena diramati dalla Cpc, dopo l’approvazione del bilancio di previsione dell’Adsp (su cui gli armatori hanno votato contro, dopo la cancellazione degli sconti per chi porta traffici extra-Schengen) e in seguito alle recenti dichiarazioni dell’onorevole Marietta Tidei, secondo la quale per il porto inizia una nuova era.

“Spero che ci possa essere una nuova svolta – aggiunge Baldissara – perché significherebbe spingere ancora di più lo scalo verso un servizio ulteriormente migliorato rispetto a quanto di buono è stato fatto finora, con risultati di eccellenza raggiunti attraverso un progetto di straordinaria efficienza realizzato grazie alla struttura dell’Autorità Portuale, in collaborazione con la Capitaneria di Porto e grazie all’impegno profuso fin dall’inizio personalmente dall’allora presidente Pasqualino Monti, che ha reso possibile portare a Civitavecchia il traffico dell’export delle auto di Melfi e ora anche di Cassino, che contiamo di mantenere a Civitavecchia se si manterranno anche le condizioni di competitività che hanno consentito di portare qui quel traffico”.

Parole fin troppo chiare quelle del rappresentante del maggiore armatore cliente del porto di Civitavecchia, che – dopo le dichiarazioni del Ministro Delrio sullo spostamento del traffico a Gioia Tauro, poi solo in parte chiarite con il riferimento al mercato nord-africano, e dopo la cancellazione degli incentivi dal bilancio dell’Adsp (con una verifica a fine anno sulla possibilità di recuperare almeno parte dello sconto voluto da Monti nel 2015 per chi avesse portato traffico extra Schengen) – fanno seriamente temere per il mantenimento a Civitavecchia di un traffico e più in generale del lavoro di un gruppo come Grimaldi che oggi, numeri alla mano, sta tenendo in piedi i conti e l’occupazione non solo della Compagnia Portuale, ma più in generale del porto di Civitavecchia.

Parole alle quali ci si augura che il presidente di Majo, la cui azione finora è stata limitata dall’impossibilità di avere insediato il Comitato di Gestione e di nominare il Segretario Generale, voglia rispondere concretamente, facendo sì che Grimaldi non ridimensioni la propria presenza a Civitavecchia, consolidata nel corso degli anni a partire dalla presidenza Moscherini, fino a quella di Pasqualino Monti, che aveva creato le condizioni migliori affinché il gruppo partenopeo, leader mondiale del ro-ro e delle autostrade del mare, facesse di Civitavecchia un hub strategico, gettando le basi per la creazione di nuovi posti di lavoro e per una nuova fase di crescita del porto.

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