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Acqua: il servizio passa ad Acea

Acqua: il servizio passa ad Acea

Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivata l'attesa sentenza del Consiglio di Stato a cui Civitavecchia, insieme ad altri sei comuni, si era appellato. Il consigliere regionale del M5S Devid Porrello punta il dito contro il presidente ZIngaretti e l'assessore Refrigeri. Cozzolino e Manuedda: "Ignorata la volontà popolare: avvieremo un confronto in maggioranza e con il movimento regionale e nazionale per capire che passi possiamo compiere". CRITICO ANCHE PALIOTTA    VIDEO

CIVITAVECCHIA – Il servizio idrico passa ad Acea Ato2. È arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, infatti, l’attesa sentenza del Consiglio di Stato al quale Civitavecchia si era appellata insieme ai comuni di Agosta, Arsoli, Canale Monterano, Ladispoli, Marano Equo e Roviano.

La quinta sezione del Consiglio di Stato, presieduta dal dottor Giuseppe Severini, ha confermato quanto già due anni fa avevano deciso i giudici del Tar del Lazio ai quali era stato chiesto di non affidare ad Acea la concessione gratuita delle infrastrutture idriche di proprietà comunale; oggi anche il Consiglio di Stato ha quindi dato ragione alla Regione, ad Acea Ato2 e alla Città Metropolitana.

Adesso bisognerà capire come evolverà tutta la situazione, che tra l’altro cade nel delicato momento di transizione dalle vecchie municipalizzate in liquidazione alla NewCo Civitavecchia Servizi Pubblici. Si dovranno chiarire gli aspetti riguardanti il servizio in sè, le tariffe, il futuro dei lavoratori del settore idrico. 

“È sconcertante e, sinceramente, inaccettabile apprendere dalla sentenza del Consiglio di Stato che, secondo i giudici “Acea Ato 2 s.p.a. è una società a integrale partecipazione pubblica” – hanno commentato il sindaco Cozzolino e l’assessore Manuedda –  si tratta di un’affermazione oggettivamente infondata, che ignora clamorosamente la presenza del 49% di capitali privati all’interno della società controllante Acea spa. e, di conseguenza, la reale natura di Acea Ato2 s.p.a. quale soggetto che opera sul mercato con ovvie finalità di profitto e che, però, anche grazie a quest’ultima sentenza, si troverebbe ad avere in affidamento diretto la gestione del servizio idrico anche in quei comuni, come il nostro, che ancora non era riuscita a risucchiare. La volontà popolare espressa nel Referendum del 2011 ha lanciato un messaggio di una chiarezza esemplare: “L’acqua non è una merce e, pertanto, la sua gestione deve essere integralmente pubblica”. Da allora, è iniziata una capillare opera di demolizione di quello straordinario successo referendario da parte del Governo nazionale e, nel nostro caso, della Regione Lazio che, con l’Amministrazione Zingaretti, ha prima approvato e poi lasciato ad ammuffire, lettera morta, la Legge n. 5 del 2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, nata dall’iniziativa dei comitati e dei Comuni per l’Acqua Pubblica. La sentenza pubblicata ieri, per i riferimenti normativi in essa contenuti, è indubbiamente figlia dell’ostinazione con la quale il Legislatore, ai vari livelli, ha voluto stracciare l’esito del referendum, aprendo definitivamente la strada alla trasformazione di Acea in un mostro a più teste destinato a dominare nell’Italia centrale. Ora avvieremo un confronto in maggioranza e con il Movimento 5 Stelle regionale e nazionale per verificare quali potranno essere i prossimi passi e, già questa mattina, abbiamo attivato i contatti con gli altri Comuni che insieme a noi – hanno concluso i due amministratori locali – hanno iniziato questa battaglia legale perché ci teniamo ad analizzare anche con loro e con Movimenti per l’Acqua Pubblica gli effetti della decisione del Consiglio di Stato”.

Per il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Devid Porrello la vera responsabile del passaggio del servizio idrico dai Comuni all’Ato2 di Acea è la Giunta Zingaretti, “che non ha mai portato a pieno compimento la legge regionale per la tutela dell’acqua pubblica del 2014. Non procedere, per esempio, alla ridefinizione dei bacini d’ambito ribadito in aula più e più volte da Refrigeri sollecitato da nostre interrogazioni e come lo stesso aveva promesso ai comitati per l’acqua pubblica – ha spiegato il grillino – ha lasciato invariata una situazione che invece doveva prendere una via incentrata sulla scelta dei comuni nel decidere come gestire la risorsa. La sentenza di ieri del consiglio di Stato che, confermando quella del Tar, toglie le reti idriche ai comuni e le concede gratuitamente ad Acea rappresenta un colpo durissimo per il comune di Civitavecchia e per gli altri sei enti locali e lascia i cittadini senza sicurezze per il futuro e per i costi delle bollette. Refrigeri dovrebbe chiedere scusa a tutti quei cittadini che ha illuso per anni e agli amministratori che dovranno gestire le conseguenze di questa sentenza, che sarebbero state evitabili se l’assessore, la giunta tutta e la maggioranza del Pd avessero svolto correttamente il proprio compito”.

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