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Rottamazione locale, un flop

Rottamazione locale, un flop

Il direttivo di Civitavecchia C'è torna a criticare le modalità con cui è stata portata avanti l'operazione, evidenziando le numerose criticità. L'associazione si rivolge di nuovo all'assessore alle Finanze Florinda Tuoro, chiedendole di accertare eventuali responsabilità di mettere in atto tutte le procedure per dare la massima trasparenza sull’intero settore di riscossione

CIVITAVECCHIA – “La cosiddetta “rottamazione” dei tributi, tasse, rendite patrimoniali locali poteva essere fatta oppure no, ma una volta deciso positivamente, sarebbe dovuta diventare una opportunità sia per il comune che per i cittadini. Purtroppo non è stato così, a differenza di quella di Equitalia, nella quale si potevano rottamare (ovvero pagare la sola imposta senza maggiorazione, sovrattasse, interessi ecc.), tutti i debiti iscritti a ruolo dal  2000 a dicembre 2016, senza nessuna ulteriore spesa, in quella locale potevano essere rottamati solo debiti su cui pendeva l’ingiunzione e con versamento in aggiunta di 36,03 euro più successivi oneri postali che in taluni casi erano simili all’agevolazione”. Un flop secondo il direttivo di Civitavecchia C’è, in prima linea da mesi sulla vicenda; lo stesso direttivo che nelle scorse settimane aveva chiesto tra l’altro all’assessore Florinda Tuoro almeno una proroga della scadenza fissata al 15 maggio, considerando il fatto che a molti civitavecchiesi non era ancora arrivata la lettera con la comunicazione ufficiale. 

“Il rendiconto scritto doveva pervenire entro il 15 aprile – ricordano infatti dall’associazione – e invece risulta compilato il 19 aprile e, in molti casi, arrivato ai contribuenti in data posteriore alla scadenza, prima fissata per il 2 maggio e poi spostata al 15 dello stesso mese. Per quanto riguarda invece, le richieste di notizie, mentre era chiaro l’impegno e le capacità dei dipendenti comunali nel dare risposte circa il debito, altrettanto era chiaro come non fossero stati debitamente informati e coinvolti. Altre difficoltà sono emerse negli uffici di Poste Tributi, aperti al pubblico solo su appuntamento, ma poco efficaci in una precisa informazione e che meritano un discorso a parte per capire quale è oggi la loro effettiva competenza. Altro negatività  nelle more dell’informazione carente, il dover parlare per  definire telefonicamente le modalità, con un contact-center con sede in Torino”.

Tutti motivi per i quali il direttivo di Civitavecchia C’è torna a rivolgersi all’assessore Tuoro, chiedendole di “accertare quanto da noi esposto, le eventuali responsabilità e comunque – hanno concluso – di mettere in atto tutte le procedure per dare la massima trasparenza sull’intero settore di riscossione. Nell’interesse generale, rinnoviamo la richiesta di cambiare scadenza e modalità affinchè diventi una vera definizione agevolata”. 

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