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Assegni familiari e bonus bebè: Inca Cgil chiede contributi poco volontari

Assegni familiari e bonus bebè: Inca Cgil chiede contributi poco volontari

L’inchiesta andata in onda giovedì sera su "Striscia la Notizia" è partita dalla denuncia di una donna che si era rivolta a Civitavecchia. IL VIDEO

CIVITAVECCHIA – Il servizio è stato intitolato ‘‘Falce e borsello’’ e fa riferimento a contributi non troppo volontari richiesti dal patronato Inca della Cgil per aiutare gli stranieri nelle richieste di assegni familiari e bonus bebè. l’inchiesta di Rajae Bezzaz è andata in onda giovedì sera su Canale Cinque, nel tg satirico ‘‘Striscia la notizia’’. Tutto è nato dalla denuncia di una giovane mamma straniera, che ha voluto mantenere l’anonimato, ma che ha raccontato di essersi presentata alla sede Inca Cgil di Civitavecchia alla quale sono stati chiesti 50 euro per istruire le pratiche.

«Quando ho chiesto dove sarebbero andati a finire questi soldi – ha spiegato la donna – le domande sono state compilate senza pretendere poi nulla». Un servizio che, in realtà, nei patronati è completamente gratuito. Dopo aver avuto conferma di una situazione generalizzata anche in altre città, la Bezzaz ha chiesto chiarimenti al presidente Inca Cgil a Roma Morena Piccinini. «In questi anni ci sono stati tanti tagli che hanno ferocemente ridotto le risorse a nostra disposizione – ha spiegato – fermo restando che l’attività di patronato è gratuita, se i non iscritti ci danno un contributo volontario, lo prendiamo molto volentieri, semplicemente per mantenere aperti gli uffici».

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