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Omicidio Vannini: carezza spirituale di Papa Francesco ai genitori di Marco

Omicidio Vannini: carezza spirituale di Papa Francesco ai genitori di Marco

Ieri pomeriggio presso la chiesa della Santissima Trinità intensa cerimonia per il secondo anno dalla morte del ragazzo morto dopo essere stato colpito da un proiettile partito dalla pistola di Antonio Ciontoli. Delicate e affettuose le parole di sua Santità a mamma Marina e papà Valerio 

CERVETERI – Il silenzio che regnava nella chiesa stracolma della santissima Trinità di Cerveteri sembrava interpretare il vuoto profondo che la tragica scomparsa di Marco Vannini ha lasciato in tutta la comunità della città etrusca.

Una morte che attende ancora la verità su quanto accaduto nella villetta di Ladispoli, di proprietà della famiglia Ciontoli, dove Marco si trovava quando è stato raggiunto da un colpo di pistola partito dall’arma di Antonio Ciontoli, il papà di Martina, fidanzata del giovane morto qualche ora dopo al Pit di Ladispoli.

Ieri pomeriggio la cerimonia in ricordo dei due anni da quella tragica morte del ragazzo poco più che ventenne che sognava di fare il carabiniere.

Un ricordo consumatosi in una atmosfera molto intensa e profonda.

Quando padre Lorenzo ha cominciato a leggere una lettera,  una energia lieve si è diffusa nei volti dei presenti,  portando conforto e riempiendo quel vuoto straziante presente nei cuori di parenti e amici.

Non una lettera qualunque, ma le parole delicate, affettuose e tenere di Papa Francesco, rivolte a Marina Conte e Valerio Vannini in risposta ad una loro missiva.

”Ho letto la vostra accorata lettera del 19 marzo scorso – ha scritto sua Santità nella missiva –  con la quale mi avete confidato la grande sofferenza e il senso di smarrimento che state vivendo per la prematura e tragica scomparsa di Marco…”.

 L’umanità di Papa Francesco è apparsa in tutta la sua intensità quando sembrava sfiorare il volto di Marina e Valerio con una carezza.

 ”Consapevole di quanto siano inadeguate le umane parole a sollevare cuori tanto provati, desidero inviarvi il dono consolante e tenero di una carezza spirituale”.

E quella carezza, in chiesa, l’hanno avvertita tutti.

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