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Otto candidati sindaco su dieci firmano il protocollo d'intesa sulle regole elettorali

CERVETERI – Come succede per ogni tornata elettorale, il prefetto, per ogni comune interessato al turno elettorale, in caso di elezioni amministrative, emette un decreto dove vengono esplicitamente illustrate le regole che la legge impone per la regolamentazione della propaganda elettorale nei tempi e nei modi, con l’ordine di rispettarle, sia da parte delle organizzazioni politiche che dai candidati singolarmente, in questo caso, sindaci o consiglieri. Anche quest’anno, i candidati sindaci sono stati convocati a piazza Risorgimento dal segretario comunale  e vengono invitati a sottoscrivere un protocollo di intesa con il quale si esplicitava la volontà di rispettare le regole stabilite prescindendo comunque dal fatto che a prescindere andavano rispettate. Un impegno ulteriore quindi, più etico ed intenzionale. Ieri mattina in piazza Risorgimento nell’aula ove si riunisce la giunta, il segretario comunale ha convocato i dieci candidati sindaci interessati e li ha invitati a sottoscriverlo. In due, si sono rifiutati di firmarlo, il principe Sforza Ruspoli  e Juri Marini del Partito Democratico.
Sforza Ruspoli dice: «Io non l’ho firmato perché l’ho ritengo tardivo e per certi punti restrittivo rispetto alle libertà democratiche previste dalla Costituzione Repubblicana.  Quindi ho dichiarato che rispetterò le leggi in vigore ma che per i motivi suddetti non ero in condizioni di firmare il protocollo». 
Juri Marini ha detto che rilascerà una dichiarazione ufficiale nella giornata di oggi ma ha comunque ritenuto anche lui le regole restrittive, soprattutto per il divieto di fare feste politiche e di partito durante il periodo citato. Qualcuno ha detto che avrebbe voluto fare la festa dell’Unità. 
Polemica l’osservazione di Carmelo Travaglia, già capogruppo del PD in consiglio, candidato con Futuro Democratico che aderisce alla coalizione di Pascucci, quello che ormai tutti indicano come l’altro PD: «Ritengo singolare che chi rappresenta il partito che sta al governo ritenga restrittivo ciò che lo stesso emana».
Il sindaco Pascucci dice di aver firmato pur sapendo che tutti debbano conoscere le regole e rispettarle.

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