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"Siamo l'unica alternativa politica con l'obiettivo di ripristinare uno Stato assistenzialista e sociale"

Parla Roberto Menasci, candidato sindaco con la lista Socialis Cerveteri. «Basta con le privatizzazioni dei servizi pubblici, in primis chiederemo la revoca della gestione dei servizi idrici e depurativi della Acea Ato 2»

Parla Roberto Menasci, candidato sindaco con la lista Socialis Cerveteri. «Basta con le privatizzazioni dei servizi pubblici, in primis chiederemo la revoca della gestione dei servizi idrici e depurativi della Acea Ato 2»

CERVETERI – «Noi, della Lista Civica “SocialiS” ci consideriamo un Movimento Nazionalista di Cittadini, e vogliamo essere presenti “politicamente” sul territorio con i nostri principi, valori e obbiettivi; con grande interesse vogliamo partecipare a queste amministrative consapevoli di rappresentare l’unica alternativa politica oltre il socialismo di sinistra, gli attuali cattocomunisti, le destre capital liberiste e agli appartenenti del pensiero del nuovo di centro destra, con l’obiettivo che è quello di voler ripristinare uno Stato assistenzialista e sociale, che sia fruibile e utile per il benessere e l’equità della popolazione. Per questo intendiamo revocare le privatizzazioni dei servizi pubblici, in primis chiedere la revoca della gestione dei servizi idrici e depurativi della Acea Ato 2, che questa politica scellerata delle privatizzazioni a tutti i costi hanno favorito in questi ultimi decenni. Abbiamo sempre respinto, e siamo convinti di continuare a farlo, la teoria dell’uomo economico, la teoria liberale, e ci siamo opposti tutte le volte che abbiamo sentito dire che il lavoro o peggio le persone, siano una ‘’merce”.  Per cominciare, abbiamo deciso di rispettare per primi, queste dieci regole di comportamento: 1) Non vi sono privilegi particolari per far parte della nostra lista, se non quello di compiere per primi la fatica e il dovere. 2) Persone che sanno accettare tutte le responsabilità, comprendere tutti gli eroismi, sentire come giovani italiani la poesia maschia dell’avventura e del pericolo. 3) Essere intransigenti, domenicani, fermi al proprio posto di dovere e di lavoro, qualunque esso sia. Ugualmente capaci di gestire un ambiente di lavoro o di eseguire il proprio lavoro. 4) Abbiamo un testimone dal quale nessuno potrà mai liberarci: il testimone della nostra coscienza. Deve essere il più severo, il più inesorabile dei nostri giudici. 5) Avere fede, credere fermamente nella virtù del dovere compiuto, negare lo scetticismo, volere il bene ed operarlo in silenzio. 6) Non dimenticare che la ricchezza è soltanto un mezzo, necessario sì, ma non sufficiente a creare da solo una vera civiltà, qualora non si affermino quegli ideali che sono essenza e ragione profonda della vita umana. 7) Non indulgere al malcostume delle piccole transazioni e delle avide lotte per arrivare. Considerarsi soldati pronti all’appello, ma in nessun caso arrivisti e vanitosi. 8) Accostarsi agli umili con intelletto d’amore, fare opera continua per elevarli ad una sempre più alta visione morale della vita. Ma per ottenere questo bisogna dare l’esempio della probità. 9) Agire su se stessi, sul proprio animo, prima di predicare agli altri. Le opere e i fatti sono più eloquenti dei discorsi. 10) Sdegnare le vicende mediocri, non cadere mai nella volgarità, credere fermamente nel bene. Avere vicina sempre la verità, e come confidente la bontà generosa».

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