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Ladispoli: scontro Pierini-Di Girolamo sul terzo settore

Ladispoli: scontro Pierini-Di Girolamo sul terzo settore

LADISPOLI – Triangolare di botta e risposta sulla questione della sede alle associazioni di volontariato di Via Aldo Moro tra Gianfranco Marcucci, presidente di Animo Onlus,  Marco Pierini, candidato sindaco di Ladispoli Protagonista Marco Pierini e Francesca Di Girolamo, candidata consigliera con Si può Fare. 
Le soluzioni offerte sul tema divergono e portano in superficie contrasti maturati in giunta negli ultimi mesi di governo. 
Dopo l’approfondimento sul caso della c.d. stecca servizi, nel quale è emerso chiaramente come i lavori sulla sede assegnata alle associazioni di volontariato nell’ambito dell’avviso pubblico Socializziamo dovessero essere pagati già da anni dal Centro Servizi Artigiani srl, Animo Onlus ha protocollato agli assessori competenti una lettera in cui chiedeva un incontro con comuni e artigiani per revocare la delibera con cui è stata concessa l’ennesima dilazione fino al 31 dicembre 2018.
Nei giorni scorsi la vicenda è stata ripresa dal presidente di Animo con un post a commento della replica indirizzata da Pierini al M5S sulle politiche sociali:
«Caro Marco, non entro nel merito di queste schermaglie elettorali, ma mi permetto di osservare che – come giunta comunale – non avete fatto almeno una cosa nel campo delle politiche sociali. In data 7 aprile 2017 abbiamo protocollato alla vostra attenzione – come Animo Onlus – una richiesta semplice semplice. Chi dovrà pagare i lavori (circa 30mila euro) della sede di Via Aldo Moro che ci avete affidato (per un solo anno) per svolgere i nostri progetti a contrasto della povertà? Dovremmo pagarli noi volontari che stiamo svolgendo un servizio gratuito di pubblica utilità oppure la società della zona artigianale che è obbligata a farlo da anni (come da convenzione stipulata con il Comune) e che invece si ostina a non realizzare?».
La risposta di Pierini non si è fatta attendere, ma conteneva già in sé il rischio di non essere particolarmente apprezzata dall’alleato Roberto Ussia, assessore alle politiche sociali ma soprattutto dalla concorrente Francesca Di Girolamo (Si Può Fare per Peppe Loddo sindaco), assessora alla Cultura. Su eventuali mancanze successive alla lettera di Animo del 7 aprile, Pierini declina infatti ogni responsabilità. 
«Caro Gianfranco, sono d’accordo con te che non sia il caso di entrare troppo in schermaglie elettorali – scrive Pierini – La lettera del 7 aprile di cui tu parli non fu indirizzata a me, bensì all’assessore Ussia e all’assessore Di Girolamo. Il sottoscritto ne ha avuto contezza grazie al tuo post pubblicato su Facebook».
Poi però, entrando “nel merito delle questioni”, l’assessore ai lavori pubblici uscente chiarisce che:
«I lavori alla struttura li dovrà realizzare il comune di Ladispoli (per un importo pari 49.900,00 euro) e, se diverrò sindaco, mi accerterò personalmente che vengano portati avanti immediatamente. Le risorse finanziarie saranno, come stabilisce la delibera n° 210 del 07/11/14 (rettificata dalla n°54 del 30/03/17), fornite dagli artigiani. L’obiettivo è far sì che la struttura possa essere utilizzabile subito per lo scopo previsto. Tutto questo senza la necessità di revocare la delibera che autorizza la dilazione da parte del Comune agli artigiani, visto che – come previsto dagli atti sopra citati – i lavori dovranno essere svolti dall’amministrazione comunale. L’ente può, quindi, appaltare e realizzare l’intervento immediatamente anche se le cifre preventivate dovessero entrare in maniera rateizzata».
Dunque la dilazione agli artigiani non si tocca, ma la promessa è quella di far realizzare i lavori al comune salvo poi rientrare delle somme quando gli artigiani si decideranno a pagare, o comunque non oltre il termine stabilito dalla delibera. Pierini continua poi esprimendosi anche sul bando Socializziamo, seguito dall’assessora alla cultura di Girolamo: 
«Colgo l’occasione di questo “confronto a distanza” per dirti come la penso anche sul bando Socializziamo che prevedeva gli affidamenti annuali. Non ho alcun timore a dire che non è possibile chiedere alle associazioni interventi di miglioria e adeguamento delle strutture, prevedendo gestioni così brevi e non di più ampio respiro. A riprova di questo mio convincimento ti comunico che, attraverso i miei uffici, ho fatto predisporre una delibera di mia competenza (la n° 92 del 18/05/17), in cui – a seguito di specifiche proposte provenienti da associazioni che gestiscono immobili comunali – vorremmo che si stabilisca la formula della compensazione debito/credito tra lavori, forniture e servizi a carico dell’associazione e canoni o prestazioni di servizi da rendere a favore dell’ente. In questo modo faremo sì che la durata del comodato sia commisurata, per ogni associazione, al costo dei lavori, servizi o forniture proposte. Mi dispiace di non essermi potuto confrontare prima con te, occupandomi di tutt’altre questioni, ma spero di poter recuperare presto!» La posizione espressa da Marco Pierini sulle modalità con cui affrontare il problema e i commenti sulla tempistica dell’affidamento alle associazioni di Socializziamo hanno sollevato l’immediato contrattacco della candidata consigliera Francesca Di Girolamo, che da assessora si è interessata all’avviso pubblico predisposto dal Segretario Comunale. Nella sua replica la Di Girolamo esordisce smentendo che Pierini si sia espresso per un aumento degli anni di affidamento dei locali alle realtà partecipanti. 
«Leggo con interesse e piacere che la posizione di alcuni assessori, relativamente alle assegnazioni dei locali oggetto di “Socializziamo”, é cambiata. Forse il principio di rimettere al centro il cittadino ed i servizi ad esso dedicati, saprà trasformarsi in qualcosa di più di una volontà programmatica, schiacciata negli ultimi anni di maggioranze e confronti, tra piani integrati e oggettive difficoltà di bilancio. Alla lettera, Gianfranco, ho risposto con una mail che, ormai un mese fa, ha messo a conoscenza la giunta e l’amministrazione non solo di quanto da voi sollevato ma anche di come poter coniugare le previsioni di spesa per la sistemazione dei locali con quelle della delibera relativa all’area artigianale. Partiamo però dalla durata dell’Avviso, rimodulata ad un anno rinnovabile, dopo iniziale proposta a tre anni, su richiesta di alcuni assessori che immaginavano (immaginano?) per la struttura la destinazione di sede della futura Soc. mista per i tributi, ancora non costituita.”
Anche sulla via da seguire per la realizzazione dei lavori e sulle coperture economiche la Di Girolamo indica un percorso diverso:
«Per quanto riguarda i lavori da sostenere – scrive – riteniamo che la formula più appropriata possa essere quella del riconoscimento a bilancio di un capitolo in uscita proprio del progetto in cui, nel corso dei tempi stabiliti dalla giunta, confluiscano le risorse dovute dagli artigiani, da investire nei programmi di volontariato sociale stabiliti. Risorse che, é bene ricordarlo, furono computate per la realizzazione di uffici, quindi per lavori diversi da quelli che, attraverso “Socializziamo”, cambiano la tipologia di attività previste nella struttura. Infine, é bene anche dire che un atto di indirizzo non puó prorogare i termini stabiliti da un Avviso precedente, a meno che lo stesso non venga revocato. 
É la volontà politica che doveva e dovrà entrare in campo. La volontà di compiere una scelta chiara, non scivolosa, non grigia. Personalmente, così come scritto da Marco, mi sono occupata di altri settori ma ho sofferto la mancanza di confronto sul tema ampio del welfare cittadino, al punto da essermi resa disponibile a collaborare (insieme a consiglieri ed altri assessori) alla creazione di un percorso che potesse restituire risposte ad un tema sempre più calzante: quello della collaborazione tra Ente ed “attori” del sociale nella gestione delle emergenze, nell’analisi di vecchie e nuove povertà, nell’immaginare un futuro possibile». Si tratta, secondo la Di Girolamo, innanzitutto di una questione di volontà politica che non consente di scegliere come caprio espiatorio il responsabile dell’uno o dell’altro settore. Poi la proposta, cercare una soluzione insieme da subito, senza neanche aspettare le elezioni.
«L’Atto di indirizzo per “Socializziamo” infatti, non è stato di questo o quel settore –  puntualizza l’assessora uscente – bensì predisposto dal Segretario Comunale  perché volontà e responsabilità comune dell’amministrazione.Per questo caro Marco (caro Gianfranco, e con te un mondo che va oltre i confini di Animo Onlus) é sulla volontà politica che continuo a ribattere e a rilanciare: l’amministrazione é ora in regime ordinario ma, vista la centralità del tema, e l’interesse dimostrato da tutti e 8 i candidati sindaco nel voler affrontare l’argomento per trovare una soluzione, perché aspettare le elezioni? Perché non metterci tutti intorno allo stesso tavolo per definire già da oggi il destino della collocazione di questi servizi di supporto?».
In attesa di eventuali controrepliche, sembra evidente che il destino dello spazio di Via Aldo Moro sarà uno dei temi su cui si consumerà nei prossimi giorni un dibattito, finora centrato sui contenuti, seguito con grande attenzione dai volontari.

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