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Porto, Guerrini e Mecozzi chiedono corsi di formazione

Porto, Guerrini e Mecozzi chiedono corsi di formazione

I consiglieri comunali vogliono presentare una nuova mozione rivolta al Sindaco “affinché solleciti il presidente dell’Autorità portuale, quale garante della concessione della banchina crocieristica, che il progetto del terminal crocieristico venga accompagnato da un dettagliato piano occupazionale”

CIVITAVECCHIA – “Perché le società armatrici non si rivolgono alla città proponendo corsi di formazione per i nostri giovani di cui avranno bisogno per il funzionamento del Terminal crocieristico? A meno che non si è già deciso di farli arrivare da altre realtà”.

È la domanda, e provocazione allo stesso tempo, dei consiglieri comunali Marco Guerrini e Mirko Mecozzi che si rivolgono al presidente dell’Autorità portuale Francesco Maria di Majo e proseguono: “È in avanzato corso di realizzazione il terminal crocieristico. Il Presidente, durante il Consiglio comunale, ha dichiarato che alcune ditte locali partecipano alla costruzione – dicono Guerrini e Mecozzi – a noi giungono notizie diverse e sarebbe opportuno avere una specifica con i nominativi delle imprese locali  per conoscere la reale ricaduta occupazionale cittadina”.

I consiglieri comunali ritengono che sia ormai opinione di tutti che la triangolazione città – porto – polo energetico rappresenti il fulcro dell’economia dell’intero territorio e vedono l’incontro tra di Majo con il consiglio comunale un primo passo avanti nella direzione del dialogo.

I due, con l’intento di dare concretezza alle loro osservazioni, vogliono presentare una nuova mozione rivolta al Sindaco “affinché solleciti il presidente dell’Autorità portuale, quale garante della concessione della banchina crocieristica, che il progetto del terminal crocieristico venga accompagnato da un dettagliato piano occupazionale”.

Guerrini e Mecozzi chiedono che questo procedimento venga seguito per tutte le “altre concessioni in essere. Vogliamo che ogni opera progettata  ed approvata venga fatta seguire da un piano occupazionale, che contempli la pubblicità dell’offerta di lavoro – concludono – niente chiamate dirette: selezioni pubbliche per dare a tutti i giovani civitavecchiesi le stesse opportunità”.

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