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Misericordia, rispettato il protocollo

Misericordia, rispettato il protocollo

I volontari spiegano quanto accaduto venerdì quando sono stati aggrediti  

SANTA MARINELLA – I responsabili dell’associazione Misericordia di Santa Marinella, dopo quanto accaduto venerdì a Roma ad un loro equipaggio, impegnato ad effettuare un intervento domiciliare per soccorrere una signora che aveva chiesto aiuto al 118, intende precisare alcune cose che, ad una prima esternazione dei fatti, non sono state evidenziate con precisione. I volontari, nell’occasione del soccorso, hanno rispettato alla lettera il protocollo previsto dal 118 regionale, e cioè quello di fermarsi al momento in cui, arrivando nei pressi dello stabile dove risiedeva la donna sofferente, si trovavano a presenziare ad una seconda richiesta di soccorso per una ragazza che, da un primo controllo, non sembrava soffrire di patologie particolari ed essendo già assistita da personale della Croce Rossa Italiana, ha consentito al personale della Misericordia di soccorrere la donna a domicilio, peraltro soggetta ad un codice di soccorso più grave rispetto a quello della ragazza in strada. «La giovane – dice Davide Armellini volontario della Misericordia – versava in buone condizioni di salute generale, deambulava autonomamente e insultava i soccorritori che le prestavano il primo soccorso in attesa del secondo mezzo 118 disponibile». Solo allora e con la certezza che la giovane aveva rifiutato il ricovero in ospedale, il personale della Misericordia trasferiva al pronto soccorso l’anziana signora, nonostante fosse stato oggetto di aggressione da parte di alcune persone che erano con la giovane.

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