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Tar e Consiglio di Stato contro Ostilia

Tar e Consiglio di Stato contro Ostilia

L'INCHIESTA. Tra il 1986 e il 1997 fu ritenuta legittima la revoca di ottantadue licenze da parte del Comune di Cerveteri. Alla luce di quelle sentenze le costruzioni sono avvenute su un terreno incapace ad edificare e quindi la lottizzazione è da ritenersi abusiva

di TONI MORETTI

CERVETERI – Fondamentali, a questo punto dell’inchiesta che si sta svolgendo sulla questione Ostilia Campo di Mare, dovrebbero essere, e si vedrà in seguito perché si usa il termine dovrebbero, due sentenze del TAR, la numero 2099 del 1986 e la numero 136 del 1988 e una del Consiglio di Stato, la numero 211 del 1997.  A seguito della revoca, su sollecitazione della Regione Lazio, di ottantadue licenze edilizie già concesse all’Ostilia da parte del Comune di Cerveteri, la società lottizzante fece ricorso al TAR ed in appello al Consiglio di Stato, in quanto al TAR non era andata poi bene.  
Ma vediamo.  Nel 1974, l’Ostilia fa ricorso al TAR, il numero del ricorso è il 262, contro il comune di Cerveteri e la Regione Lazio. Per l’annullamento del provvedimento  numero 5912 emesso dal sindaco in data 28 settembre 1972 , avente ad oggetto la revoca di ottantadue licenze di costruzione rilasciate in data 22 aprile, 6 maggio e 3 giugno 1971, nonché di tutti gli atti anteriori connessi al provvedimento ed in particolare la nota dell’Assessore Regionale all’Urbanistica del Lazio, inviata il 7  settembre del 1972. In sostegno a tale ricorso era intervenuta anche la Srl Le Ginestre Maremmane, anche se parzialmente interessata al provvedimento in quanto proprietaria di un sito confinante con i possedimenti di Ostilia. La sezione terza del Tribunale Amministrativo del Lazio, esaminati gli atti del ricorso  provvede a sospendere il giudizio relativo all’impugnativa della revoca delle licenze non comprese in due comparti della lottizzazione, il G2 ed il D3. Dichiara inammissibile il ricorso della Ginestre Maremmane Srl e respinge il ricorso per la parte non sospesa. Questo decreto avviene in data 26 marzo del 1986. In parole povere significa che il TAR ha detto: “bene ha fatto il Comune di Cerveteri a revocare le licenze, bene ha fatto l’Assessore all’Urbanistica della Regione Lazio a richiederlo, ogni intervento dell’ente Comune e dell’ente Regione è legittimo e di converso se ne deduce che le costruzioni intanto eseguite sono illegittime e abusive in quanto edificate su un terreno mancante della capacità a costruire. Stesso parere esprime Il Consiglio di Stato dove la predetta sentenza è stata impugnata rigettando il ricorso e confermando la sentenza del TAR. Tale sentenza è stata depositata in segreteria il sette Marzo 1997. Con questo atto, dovrebbe arrivare all’epilogo la situazione e chiudere definitivamente la controversia tra comune di Cerveteri e società Ostilia. Sarebbero scattati degli obblighi da parte dell’amministrazione che prevedevano un certo automatismo per l’acquisizione al patrimonio comunale di quanto dichiarato illegittimo e abusivo. Automatismi mai eseguiti e messi in atto da parte di chi in questi anni ha gestito il potere amministrativo. Qualcuno si appella al tentativo esperito nel 1991 con una convenzione, ancora una, fatta con la società Ostilia, che avrebbe messo a posto le cose, si dice, ma dimentica che la Regione Lazio disse che ‘‘quella non poteva considerarsi una convenzione urbanistica’’.
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