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Hcs verso il fallimento, Tidei: "Mancano le idee"

Hcs verso il fallimento, Tidei: "Mancano le idee"

CIVITAVECCHIA – “Municipalizzate, non ci sono idee”. Ne è convinto l’ex sindaco Pietro Tidei intervenendo sull’ipotesi fallimento che sembra investir in maniera sempre più decisa Hcs. E questo a seguito della decisione del Tribunale di escludere dai creditori Civitavecchia Infrastrutture che da sola vantava il 32% del crredito. «Ora la possibilità che i creditori approvino il concordato sono davvero ridotte al lumicino – ha commentato Tidei – secondo i piani di Micchi e Cozzolino Civitavecchia Infrastrutture, 100% del Comune, avrebbe votato a favore del Pincio che si sarebbe così auto assolto dall’80% dei debiti con i privati. Ma si trattava di una partita infragruppo, un debito nel debito che il Tribunale non ha ammesso. L’altro 8% che era pronto a votare a favore era l’Enel che vanta 800mila euro di bollette arretrate ma si accontenta di 30 mila dal primo anno per 5 anni. Adesso che i piani sono saltati per Micchi e Cozzolino diventa tutto più difficile. Ora il principale creditore è la Mad che ha già presentato istanza di fallimento». Secondo Tidei mancano quindi le idee di fondo. «L’accordo con i sindacati è stato fatto a spese dei lavoratori – ha aggiunto – e con un peggioramento evidente del servizio e 900 settimane di lavoro in meno l’anno). La ricerca di un partner forte che garantisse investimenti e soprattutto occupazione non precaria è stata tralasciata. Recentemente avevamo proposto di aprire una partnership con Acea Ambiente, rincarando la dose delle contropartite con Acea dopo la sentenza che trasferisce l’idrico ad Ato 2. Ma anche di questo – ha concluso – Cozzolino non parla».

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