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Alitalia, Montino: "Una visione integrata può risolvere la crisi"

Alitalia, Montino: "Una visione integrata può risolvere la crisi"

Il sindaco di Fiumicino presente nell'aula consigliare del Granarone a Cerveteri. Pascucci: "Il fatto che il Parlamento abbia bocciato il piano non ne riduce valenza, interesse ed efficacia; può essere ancora integrato, modificato ed eventualmente ripresentato"

di TONI MORETTI

CERVETERI – Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, ieri sera all’aula consigliare del Granarone a Cerveteri, accompagnato dal presidente del Consiglio comunale aeroportuale Michela Califano e impegnato col sindaco Pascucci in una assemblea pubblica a rendere nota una sua proposta per la risoluzione della crisi della compagnia aerea Alitalia, proposta per altro già adottata dal suo consiglio comunale, alla domanda: “Visto che il fulcro della sua proposta prevede che siano aziende a partecipazione statale come Finmeccanica, Eni e Ferrovie dello Stato ad acquisire quote della società Alitalia, tanto è suggerito per sventare il pericolo del licenziamento degli esuberi previsti dalla compagnia e se si in che modo?” ha risposto: “No, guardi, l’intento non era proprio questo. L’intento era quello di operare sulla base dei risultati derivanti dall’analisi fatta sugli ultimi dieci anni di gestione della compagnia, che ci ha dipinto una azienda che non riesce ad uscire dalla crisi per errori macroscopici di gestione. Infatti, partendo dal punto che le varie politiche di settore, hanno dei costi molto superiori rispetto a quelli delle altre compagnie, per esempio quella del leasing, dell’approvvigionamento dei carburanti, quelli della manutenzione dei motori, si è arrivati alla proposta della necessità di dover arrivare ad una visione integrata del sistema dei trasporti. Aziende come Finmeccanica, potrebbe assumere il ruolo manutentivo, Eni quello dell’approvvigionamento dei carburanti e così via. Sarà un modo per meglio razionalizzare le economie di scala e dai risparmi si potranno ottenere le risorse per salvaguardare i posti di lavoro”.

Che Alitalia, la compagnia aerea di bandiera, sia da anni una spina nel fianco di ogni governo che si è succeduto negli ultimi dieci anni è un dato di fatto. Negli ultimi dieci anni ha rischiato per tre volte il fallimento. Solo nel corso del 2016 Alitalia ha perso quasi  un milione di euro al giorno. Questo momento, drammatico deriva dalla mancanza di disponibilità di cassa che ha portato a non poter più acquistare per l’impossibilità a pagarlo, il carburante che serve a far volare i suoi aerei. Trovare le responsabilità nelle scelte manageriali sbagliate, in alcuni casi scellerate che sviluppatesi e mai corrette negli ultimi trenta anni, che hanno portato a questa condizione la compagnia che nel mondo era l’orgoglio della nazione, farebbe correre il rischio di scivolare in uno sterile rimpallo di responsabilità che approderebbe ad un becero populismo. Ciò che si registra invece interessante in questa fase, è che, interessamento e proposte operative che portino alla soluzione della crisi, abbiano interessato quelle fasce istituzionali in prima linea, cioè i Comuni ed i loro sindaci, coloro i quali più direttamente sconterebbero gli effetti nefasti di un fallimento per l’interazione economica in termini occupazionali che la compagnia ha sui territori interessati. E’ così che il sindaco di Fiumicino, comune ove ha sede l’aeroporto internazionale Leonardo Da Vinci, uno dei più importanti del mondo, alle porte di Roma, Esterino Montino, avanza una proposta di soluzione della crisi dell’azienda che prevede una strategia di ristrutturazione aziendale per la salvaguardia del personale, l’efficientamento e la riduzione dei costi. Una proposta partecipata che parte dal basso, che prevede la cointeressenza attraverso l’acquisto di quote della società di volo da parte di Finmeccanica, Eni, Ferrovie dello Stato  arrivando alla costituzione societaria così distribuita: Etihad 49 per cento, Poste Italiane 12 per cento,  Ferrovie dello Stato 20 per cento,  Leonardo – Finmeccanica 10 per cento,  Eni SpA 9 per cento. 

“Il fatto che lo stesso piano, presentato alla commissione trasporti del Senato e della Camera, sia stato riassunto in una mozione dall’Onorevole Fassina e presentato in Parlamento che lo ha bocciato proprio nella mattinata di ieri, non ne riduce la valenza e l’efficacia – dice il sindaco di Cerveteri Pascucci, che continua a sostenerlo – in quanto – spiega – può essere ancora integrato, modificato ed eventualmente ripresentato”.

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