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Immigrati, la Tuscia si prepara per una possibile ondata di arrivi

Immigrati, la Tuscia si prepara per una possibile ondata di arrivi

La Prefettura di Viterbo ha pubblicato una manifestazione di interesse per reperire alloggi nel periodo da giugno a settembre. Ne hanno parlato Silvano Olmi e Antonella Perroni candidati nella lista Rinnova per Pietro Mencarini sindaco, all'incontro pubblico che si è tenuto nei giorni scorsi

TARQUINIA – In arrivo nella Tuscia una nuova ondata di migranti?

Questa la domanda che si sono posti Silvano Olmi e Antonella Perroni, candidati della lista Rinnova al consiglio comunale, che martedì scorso hanno organizzato a Tarquinia un incontro pubblico sull’immigrazione clandestina e i diritti degli italiani, che ha visto l’autorevole presenza del consigliere regionale Daniele Sabatini. Infatti, la Prefettura di Viterbo ha pubblicato un bando con una manifestazione d’interesse per il reperimento in via preventiva di alloggi nel periodo giugno-dicembre 2017. «In conseguenza del persistente approdo sulle coste italiane di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale – si legge nel bando della Prefettura – e della continua assegnazione degli stessi a questa Provincia, si rende necessario avviare, in via preventiva, una ricognizione volta ad acquisire nuove ulteriori disponibilità di soluzioni alloggiative per l’accoglienza dei richiedenti asilo». «Siamo alla totale emergenza – sostengono Olmi e Perroni – anche la nostra provincia rischia di essere presto investita da un flusso migratorio inarrestabile. Un fenomeno che invece di essere bloccato alla partenza viene favorito e incentivato, creando un giro d’affari milionario dove è stata accertata anche la presenza della malavita organizzata». «Chi fugge veramente dalla guerra deve essere accolto – spiegano Olmi e Perroni – ma chi non ha diritto a restare in Italia deve essere immediatamente rimpatriato. Ogni profugo costa alle casse pubbliche 35 euro al giorno e in provincia di Viterbo, alloggiare per tre anni 1500 extracomunitari costerà ben 57 milioni di euro». «Intanto – aggiungono i due esponenti politici – molti italiani sono senza lavoro e senza casa».

«A Tarquinia – proseguono Olmi e Perroni – abbiamo incontrato famiglie in difficoltà economiche o che attendono da anni l’assegnazione di una casa popolare. Situazioni spesso disperate. Ma per loro i soldi non ci sono». «Dobbiamo cambiare questo stato di cose – concludono – ci batteremo anche in consiglio comunale per mettere al primo posto gli interessi e le richieste dei cittadini tarquiniesi».

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