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L'architetto Portoghesi: «La cultura, continuità evolutiva per la mia ''città ideale''»

CERVETERI – Ieri mattina al Cavallino Bianco, l’architetto di fama mondiale Paolo Portoghesi, accompagnato dal Principe Sforza Ruspoli, candidato sindaco con la lista Nessun Dorma, suo grande amico, è venuto a Cerveteri per spiegare ai cittadini il suo progetto de ‘‘La città Ideale” che dopo aver stazionato a lungo nei cassetti dell’amministrazione comunale, con l’avvento della variante generale del piano regolatore è stato definitivamente cassato. Spiega Portoghesi che quando, il Principe, parecchi anni fa lo interessò affinché sviluppasse un progetto che toccasse le note sensibilità che il maestro stesso aveva per l’ambiente, da sviluppare nel suo terreno, ex BECA, chiese di parlare prima col Comune. «Fu il sindaco Pascucci che per primo si rivelò entusiasta del progetto che per l’attuazione suggerì di farlo come piano di edilizia contrattata, tanto che fu egli stesso a suggerire alcuni particolari circa quel centro culturale, fulcro dell’intero progetto, che i proprietari delle aree avrebbero donato al comune – dice Portoghesi – Successivamente sempre egli stesso ci accompagnò presso la Regione Lazio dove alla valutazione del progetto rimasero entusiasti e raccomandarono di presentarlo  garantendoci che nell’arco di sei sette mesi sarebbe stato approvato. Poi invece son passati anni in cui il progetto è stato messo in naftalina fino all’epilogo ormai conosciuto». Al professor Portoghesi chiediamo quale sia stata la  via maestra che ha portato alla concezione di questo spicchio di città. «Tutto ruota intorno alla cultura – risponde – Essere partiti da quelle che sono le ricchezze culturali di cui questa città è custode, tanto da essere riconosciuta come patrimonio dell’umanità, ed allo stesso tempo vederla come estranea  a questa realtà, priva di ogni mezzo che possa trasmettere e consolidare con essa ciò che dovrebbe rappresentare una continuità evolutiva  che arricchisca e stimoli soprattutto i giovani nei loro interessi e nelle loro ambizioni, ha trovato uno sbocco naturale nel concepire una serie di residenze rispettose dell’armonia degli spazi di verde a protezione delle primarie difese dell’ambiente intorno ad un grande centro culturale e tecnologico capace di soddisfare i nuovi bisogni e di interconnettersi con essi in un ottica internazionale. Il Principe Ruspoli si era già attivato con diverse università anche straniere, per far nascere anche un campus che fosse funzionale ad un polo universitario internazionale, al quale erano e sono ancora oggi interessati alcuni paesi esteri». 
Il Principe Ruspoli, dal canto suo non ha dubbi su cosa possa aver provocato il repentino cambio di rotta del sindaco Pascucci. «La politica dei ladri e degli ignoranti – dice –  quella che preferisce trattare coi pregiudicati e gli abusivi piuttosto che con le perle della nostra intellighenzia e che abbassa notevolmente il livello della nostra città. E’ per questo che tutti ci devono aiutare a restituirle la dignità culturale che le spetta».  

To. Mo.

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