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''Non saremo mai la discarica di Roma''

CERVETERI – Al grido “Non saremo mai la discarica di Roma” sono tornati sul piede di guerra i vari comitati e associazioni ambientaliste contro l’ipotesi ventilata da Roma di portare i rifiuti nelle zone verdi dei territori, compresi tra Cerveteri e Fiumicino. Accusano, puntando il dito la possibilità che l’immondizia capitolina possa trovare “rifugio” nelle zone comprese tra questi due Comuni e dopo aver ricevuto una mappa inviata ai Sindaci dall’Area Metropolitana che, su tutta l’estensione della ex provincia di Roma, individua qui luoghi idonei ad impianti di trattamenti dei rifiuti per migliaia di ettari, sono insorti e chiamano alla mobilitazione generale. L’appuntamento è per sabato 10 giugno alle ore 10 a Torrimpietra e in particolare il Comitato “Mobasta Pizzo del Prete” (la denominazione la dice lunga sulle intenzioni degli iscritti) non vuole retrocedere di un millimetro dalle posizioni, già più volte e in diverse sedi, espresse. «Da Castel Campanile a I Terzi e Casetta Mattei, sotto Ponton dell’Elce e Tragliatella i canaloni e dentro le forre che si estendono tra Castel Campanile e Casale Sant’Angelo fino all’altezza di Tragliata, e vicino a Cerveteri nella zona di Procoio e sopra Ceri – annunciano in un accorato appello – c’è il cuore agricolo del nostro comprensorio: il latte, la carne, le coltivazioni prevalentemente a vocazione biologica, il vino, l’olio, i carciofi; zone bianche che sono concentrate per il 95 per cento tra Cerveteri e Fiumicino. Questa lettera che ci fa ritornare di colpo al 2011-2012, al periodo del piano Polverini che prevedeva un inceneritore a Pizzo del Prete, non è solo il frutto dell’area metropolitana, ma è il frutto avvelenato di anni ed anni di nulla, di assoluta inerzia da parte dell’amministrazione regionale, della ex provincia di Roma, dell’area metropolitana, del comune di Roma, frutto avvelenato che, ancora oggi, ci consegna un panorama impiantistico sostanzialmente identico al 2011». E insistono «Difendiamo la terra, la salute, il lavoro, le eccellenze agricole del nostro territorio».

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